Fisco: In Italia solo lo 0,17% dichiara oltre i 200 mila euro. Boom delle supercar

Nel 2010 sono state vendute 206 mila auto di lussoNei giorni scorsi la UIL ha pubblicato un interessante studio sul “sistema” Italia. La pressione fiscale nel nostro paese è al 43,4%. Nel 2012 dovrebbe toccare quota 44%. Il “peso” del fisco ricade prevalentemente sui redditi da lavoro e da pensione che contribuiscono al reddito Irpef per l’86,2%.

Il 90,2% dei contribuenti dichiara meno di 35 mila euro e il 49,07% meno di 15 mila euro annui. I soggetti che dichiarano più di 200 mila euro sono 71.989 pari allo 0,17%. Di questi, il 58,8% sono lavoratori dipendenti, per il 27,7% pensionati e per il rimanente 13,7% contribuenti che dichiarano altri tipi di redditi. Lo studio mette in evidenza una strana anomalia.

Nel 2010 sono state vendute 206 mila auto di fascia superiore, per un prezzo medio di 103 mila euro. Considerando che Ferrari, Lamborghini, Mercedes, Bmw e Audi possono essere acquistate da chi guadagna da 200 mila euro in su, la UIL si chiede come fanno gli altri 137.011 possessori di auto di lusso a possedere un “prodotto” che vale metà del loro reddito annuo?

Le sorprese non finiscono qui. I proprietari di discoteche, centri benessere e istituti di bellezza, hanno dichiarato addirittura perdite. I negozi di abbigliamento e calzature un reddito di 8 mila euro. Fino ad un massimo dei bar(16.200 euro) e degli orafi(16.300 euro). Si tratta sempre comunque di meno di quanto guadagna un dipendente. Da tutto questo cosa si evince? Che si sa chi evade.

La UIL dice “La base imponibile evasa ogni anno ammonta a circa 200 miliardi di euro, mentre le imposte evase supererebbero ormai i 100 miliardi di euro. Stima rilevante ma giudicata prudenziale da tutti gli altri studi che ritengono che il livello dell’evasione fiscale superi i 130 miliardi di euro. Insomma il sistema è iniquo ed inefficace”.

Il sindacato chiede la tracciabilità per le operazioni sopra i 500 euro; l’incrocio tra le banche dati dell’Amministrazione finanziaria, Enti locali e servizi pubblici; il potenziamento delle procedure e degli strumenti di controllo; il rafforzamento del contrasto di interessi. Non sarebbe più semplice riformare il fisco spostando la tassazione dal reddito ai consumi e al patrimonio?

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