Agorà: Brancaccio e Bortolussi parlano di liberalizzazioni

Il governo Monti sta per varare il decreto Liberalizzazioni per far ripartire l’economia italiana.

Giuseppe Bortolussi e Emiliano BrancaccioIl governo sta per varare il decreto sulle liberalizzazioni. Questa parola è diventata il toccasana per far ripartire l’economia italiana. Una domanda sorge spontanea, i consumatori avranno dei benefici da queste liberalizzazioni? Di questo e altro si è discusso nella puntata odierna di “Agorà”. Ospiti della puntata Barbara Saltamartini(PDL), Francesco Boccia(PD), Paolo Cirino Pomicino(UDC), Giuseppe Cruciani, Giuseppe Bortolussi(segretario Cgia-Mestre) e Emiliano Brancaccio(docente di Economia politica). Questi ultimi due sono stati i protagonisti assoluti della trasmissione.

Brancaccio esordisce dicendo “Sono tanti anni che le privatizzazioni vengono discusse e vengono approvate nei paesi occidentali. Dobbiamo discutere di dati. Le liberalizzazioni non necessariamente accrescono la concorrenza. Spesso è accaduto e accade che da sostanziali monopoli pubblici passiamo a monopoli privati, che sono peggiori. Questo perché le autorità di regolamentazioni sono deboli e non sono sufficientemente dipendenti rispetto agli interessi del soggetto regolato”. Il professore aggiunge: “Nei pochi casi in cui i prezzi sono diminuiti, bisogna tener presente che la parte preponderante della riduzione dei prezzi si è verificata a seguito di riduzione dei salari, delle condizioni sindacali e di lavoro dei dipendenti. Una parte si è verificata perché l’abbiamo pagata noi contribuenti, tramite sussidi. Se a seguito delle liberalizzazioni dobbiamo arrivare a pagare noi contribuenti, non erano meglio i prezzi amministrati?”.

A questo punto entra in scena Bortolussi. Il segretario di Cgia Mestre dice che le liberalizzazioni sono utili solo se danno un vantaggio al consumatore. Bortolussi aggiunge che in Italia solo i servizi postali, i medicinali e le tariffe dei servizi telefonici hanno subito una riduzione dei costi a seguito delle liberalizzazioni. Il segretario dichiara: “Bisogna colpire i santuari, non il piccolo. I tassisti incidono per 48 euro sulla famiglia italiana, mentre l’energia incide per 2 mila euro. Le tariffe dei taxi sono più basse di quelle Rotterdam. A Milano ci sono più tassisti di Rotterdam”. Il segretario di Cgia Mestre parla anche dei contributi alle energie rinnovabili. Bortolussi spiega che l’80% di questi contributi finisce alle energie assimilabili, vale a dire alle grande compagnie petrolifere.

Dopo alcuni minuti viene data la parola nuovamente a Brancaccio. Il professore dice: “Perchè voi continuate ad essere convinti del fatto che la liberalizzazioni porta una riduzione dei prezzi? Perché dite questo?”. A questo punto entra in scena Cruciani. Il giornalista(?) dichiara: “Nessuno è convinto, ma forse è meglio farle di non farle”. Non c’è che dire, il conduttore de “La Zanzara” è la stupidità fatta persona. Ma torniamo a Brancaccio. Il professore dichiara: “I dati ci dicono che, anche lì dove si sia liberalizzato più di quanto si sia fatto in Italia, le correlazioni non ci sono; anzi talvolta gli effetti sono esattamente opposti a quel che pensiamo”. Brancaccio aggiunge: “Gli altri paesi fanno politiche industriali, in Italia si fanno le liberalizzazioni. Risultato quale sarà? Risultato sarà acquisizioni estere. Noi alla fine della fiera ci ritroveremo con acquisizioni estere. E’ quello che vogliamo?”.

Nel corso della puntata Pomicino ha dichiarato: “Noi negli anni ‘90 abbiamo svenduto una serie di aziende pubbliche mentre la Francia e la Germania le hanno potenziate. Il mercato è neutrale rispetto alla proprietà delle aziende, che siano pubbliche o private”. Nel finale Bortolussi ha detto: “Il massimo della liberalizzazioni in Europa sull’energia è la Gran Bretagna dove il gas costa 11,80 per gigajowl, in Italia 19,27; l’energia elettrica in Gran Bretagna costa 0,098 a kilowattora, in Italia 0,153. L’Italia ha il livello di imposizione fiscale più alto d’Europa, insieme a Svezia e Danimarca”. Guardate il video allegato.

Commenti