
Le Vele di Scampia sono una delle zone più degradate di Napoli. Questo è ormai risaputo. Ma come sono nati questi squallidi edifici? Tutto nasce 50 anni fa. Nel 1962 la legge 167 fa partire il piano di sviluppo(si fa per dire) della zona a nord di Napoli. Così una distesa di terra viene trasformata in un quartiere.
Il progetto è ambizioso. L’idea è quello di ricreare i vicoli di Napoli in verticale(foto). In questo modo centinaia di famiglie avrebbero potuto integrarsi e creare una nuova comunità, gettando le basi per un riscatto sociale. Il progetto delle Vele viene affidato all’architetto Franz Di Salvo. Il “vicolo” che collega le due unità abitative doveva essere di 12 metri, ma per risparmiare sui costi la ditta lo fa di solo 7,5 metri. Le sette Vele vengono consegnate tra il 1972 e il 1975. In ogni fabbricato vengono ammassati 240 nuclei familiari. La zona diventa subito uno Stato a se, dove primeggia il degrado e l’illegalità.
L’assente ingiustificato è lo Stato italiano. Il primo commissariato di Polizia fu insediato nel 1987, esattamente quindici anni dopo la consegna degli primi alloggi. Troppo tardi. La zona è ormai già compromessa. Negli anni ‘90 si decide di abbattere quei “mostri” per costruire edifici più confortevoli. Tra il 1997 ed il 2003 sono state abbattute 3 delle 7 strutture iniziali. Attualmente restano in piedi ancora 4 strutture, di cui non si conosce ancora il destino. Il “Comitato Vele di Scampia” si batte per l’abbattimento di queste famigerate strutture architettoniche. Uno dei membri spiega “C’è tutto di marcio alle Vele”. E pensare che c’è un tizio che vuole fare diventare questi “mostri” un monumento di interesse culturale. Follia pura. In allegato potete guardare il documentario sulle Vele di Gunpania.














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