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22 aprile 2014

La società di prolet descritta da Orwell è realtà

We Are Happy from ScampiaC’è una canzone più demenziale di “Happy”? Questo è il dubbio amletico che mi sta tormentando da alcune settimane e che mi ha tolto il sonno. La canzone di Pharrell Williams è diventata lo status symbol delle baggianate mediatiche. Tutto è iniziato con la terza edizione del “Festival del Bacio”.

Il video-remake di “Happy” ambientato a Napoli e girato dagli studenti dell’Accademia è diventato virale, raggiungendo in pochi mesi 841 mila visite. Questa stupida moda ha contagiato anche gli operai dello stabilimento Fiat di Melfi. Perché sono felici? Producono la Jeep Renegade, un auto che non potranno mai comprare. Più che “happy” dovrebbero essere “sad”. Ma non finisce qui. Da alcuni giorni sta girando un altro video virale, questa volta girato a Scampia. Oltre ai cittadini, l’ultima baggianata mediatica vede coinvolti le autorità e le associazioni che operano sul territorio. Perché noi di Scampia dovremmo essere felici?

Siamo la capitale dello spaccio di droga e abbiamo un campo rom abusivo con inceneritore tossico. Senza contare che il resto di Napoli(compreso le istituzioni) ci tratta come una discarica(vedi costruzione centrale elettrica a biogas). Questi video virali di “Happy” mi fanno venire in mente i prolet del libro “1984” di George Orwell. Cosa sono? I prolet sono la forza lavoro che si accontentano di canzoni stupide, non sono costantemente spiati perché sono considerati delle masse insignificanti, al livello degli animali. Capito? Anche con queste campagne mediatiche vi fottono il cervello.

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