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29 agosto 2014

Strage via Caravaggio: DNA smaschera assassino dopo 39 anni

Strage di via CaravaggioNella tarda serata del 30 ottobre del 1975 qualcuno viene accolto in casa di Angela Santangelo, del padre Domenico e della seconda moglie, Gemma Cenname. Un massacro, una famiglia sterminata, tre vittime che attendono giustizia da 39 anni. E’ la strage di via Caravaggio a Napoli.

La scoperta dei corpi privi di vita avvenne solo una settimana dopo, l’8 novembre 1975, dalla polizia, alla quale si erano rivolti i familiari delle vittime preoccupati per l’assenza di notizie. L’assassino è una persona conosciuta, che per motivi ancora ignoti uccide senza pietà. Per il triplice omicidio fu accusato Domenico Zarrelli, nipote di una delle vittime e appartenente a una nota famiglia di professionisti. Il processo di primo grado, fondato su indizi, si concluse con la condanna all’ergastolo. L’imputato fu assolto in appello a Napoli e, dopo l’annullamento della sentenza da parte della Cassazione, nuovamente assolto con formula piena dalla Corte di Assise di Appello di Potenza. Sentenza confermata nel 1985 dalla Cassazione. Solo nel 2006 Zarrelli ottenne dallo Stato il Il palazzo dove avvenne la stragerisarcimento per danni morali e materiali derivanti da ingiusta detenzione.

Le nuove tecniche d’investigazione aprono un nuovo scenario sulla strage. Sui reperti sequestrati sul luogo del triplice delitto ci sarebbe il DNA dell’imputato che fu assolto con formula piena a conclusione dei tre gradi di giudizio. I risultati sono contenuti in un fascicolo depositato alla procura di Napoli, che nel 2011 aveva riaperto le indagini dopo un esposto anonimo. Le tracce sarebbero state individuate su uno strofinaccio insanguinato e quattro mozziconi di sigaretta. Tutto risolto? No. Zarrelli non potrà subire un nuovo processo. Il motivo? Vale il principio del “ne bis in idem”, ovvero il divieto di processare due volte una persona(in caso di assoluzione) per lo stesso fatto. Il caso sarà quindi archiviato. Il 23 marzo 2013 il programma “Il Giallo e il Nero” ha dedicato una puntata sulla strage di via Caravaggio.

Aggiornamento 04/07/2015:
La Procura ha chiesto l’archiviazione del caso. Domenico Zarrelli frequentava quella casa, come anche altre persone sospettate dell’omicidio, e quindi la presenza del suo DNA è del tutto normale. Il pubblico ministero scrive: “In definitiva neanche dalle moderne tecniche investigative, del tutto ignote all’epoca del gravissimo fatto di sangue, sono emersi elementi idonei ad attribuire l’efferato delitto in esame a soggetto noto”.

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