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3 giugno 2015

Censis: Con crisi accantonati 211 miliardi, lavoro nero resta un problema

Con crisi accantonati 211 miliardi di euroUna economia in galleggiamento, con gli italiani che ancora non credono alla ripresa e nel frattempo si fanno il loro tesoretto: con la crisi sono stati accantonati 211 miliardi di euro. 36 miliardi di euro in più solo nell’ultimo anno, per uno stock complessivo di quasi 1.300 miliardi di euro in contanti e depositi bancari. E’ il ritratto fornito dal Censis nel primo dei quattro incontri del tradizionale appuntamento di riflessione di giugno “Un mese di sociale”, dedicato quest’anno al tema “Rivedere i fondamentali della società italiana”.

In Italia c’è stato un incremento del PIL del 40,4% negli anni ‘70. Nel decennio successivo la crescita è stata del 24,3%, mentre il PIL è aumentato del 13,1% negli anni ‘90. La nostra economia ha continuato a crescere debolmente anche tra il 2000 e il 2007(+8,5% il PIL e +5,6% i consumi in termini reali), poi si è invertito il ciclo negli anni della crisi perfida e interminabile(-8% il PIL e -6,5% i consumi tra il 2008 e il 2014). Il Censis scrive: “Dal risparmio cautelativo al consumo sobrio ed essenziale, dalla minore propensione all’indebitamento delle famiglie alla rinnovata spinta patrimonialista, dalla ridotta finanziarizzazione dell’economia al nuovo sommerso, fino alla riconferma di un modello di piccola impresa e di welfare familiare: sono questi i caratteri italici di un meccanismo omeostatico che prima ha ammortizzato l’urto della crisi, ma che oggi rende più difficile volare sulle ali della ripresa”.

Nel complesso, le attività finanziarie nel portafoglio delle famiglie italiane sono pari a quasi 4.000 miliardi di euro. 36,4 milioni di italiani non credono che ci sarà la ripresa, 9,1 milioni ritengono che ci sarà a breve e solo 5,1 milioni pensano che la ripresa è già in atto. Il 62,4% sono convinti che nel prossimo futuro si avrà una riduzione della copertura del welfare pubblico. Insomma, gli italiani sono ancora troppo incerti per cavalcare la ripresa. Il lavoro nero resta un problema irrisolto: sono 3,1 milioni i lavoratori non regolari in Italia, pari al 12,6% dell’occupazione totale. Il lavoro irregolare è diffuso soprattutto nei servizi di alloggio e ristorazione(16,3%) e in agricoltura(21,9%). Il 79,3% degli italiani non ha fiducia nel modo in cui le Regioni impiegano il denaro pubblico, il 70,9% non si fida dei Comuni, il 56,9% dell’Inps. La sfiducia non risparmia le imprese private aggiudicatarie di appalti pubblici: l’85,3% degli italiani non si fida di loro.

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