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9 giugno 2015

Cresce mortalità sul lavoro nel 2015

Morti biancheLa crescita dell’occupazione(+133 mila unità) nel primo trimestre 2015 porta anche un aumento della mortalità negli incidenti sul lavoro. Nel primo quadrimestre c’è stato un incremento del 13,8% rispetto allo stesso periodo 2014. Sono 223 i lavoratori morti, 27 in più rispetto a gennaio-aprile 2014. Lo rende noto l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro della Vega Engineering di Mestre, sulla base dei dati Inail.

Il Nord ha il numero più alto di morti bianche, con 37 in Lombardia e 24 nel Veneto. Sul podio purtroppo, però, trovano spazio anche il Centro e il Sud con la Toscana e la Campania, dove si sono verificati 19 infortuni mortali. L’Umbria, invece, detiene il più alto rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, il 22,3%, quando la media nazionale è del 9,9%. Seguono Basilicata(22,2%) e Abruzzo(16,3%). Sopra la media nazionale stanno anche il Veneto, la Toscana, la Campania, la Sicilia, la Puglia e le Marche. L’11,2% degli incidenti mortali si è verificato nel settore dei trasporti e magazzinaggi, il 10,8% nelle attività manifatturiere, il 10,3% in quello delle costruzioni; il 7,6% nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione autoveicoli e motocicli. La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 45 e i 54 anni con 80 vittime su 223.

Casi di morte sul lavoro per Regione in Italia

L’ultimo incidente grave si è verificato ieri(8 giugno) nell’Ilva di Taranto: un operaio è stato investito da un getto di ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico. Il lavoratore, 30 anni, ha riportato ustioni di terzo grado su tutto il corpo. Trasportato d’urgenza all’ospedale versa in gravi condizioni alla rianimazione di Bari. In corso di verifica le dinamiche dell’incidente e il rispetto delle norme di sicurezza.

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