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24 agosto 2015

Crolla ai minimi il prezzo del petrolio, la benzina costa 15 centesimi in più

QuotazionePetrolioLa paura del rallentamento dell’economia cinese e il crollo delle borse asiatiche, mandano a picco il prezzo del petrolio, che già attraversava una congiuntura ribassista per gli eccessi di forniture sui mercati. In Asia i future su Light crude Wti e quelli sul Brent scendono ai minimi da sei anni e mezzo, rispettivamente a 39 dollari e 44,24 dollari al barile.

Il tonfo si replica anche a Londra, con il brent sceso sotto i 45 dollari al barile, per la prima volta dal 2009. A pesare è la scelta dell’Iran di aumentare la produzione di petrolio. Il brent con consegna a ottobre è sceso del 3,2% a 44 dollari al barile. Nel momento in cui scrivo, la quotazione del petrolio è di 38,47 dollari al barile. Una domanda sorge spontanea: perché il prezzo dei carburanti non cala? Stando ai dati riportati dagli osservatori più attenti, il prezzo del petrolio al barile ha raggiunto i livelli rilevati a gennaio 2009, ma fare benzina al distributore costa il 44% in più. Come mai? Tutta colpa dello Stato. Tanto per fare un esempio, nel 2009 l’IVA incideva 18,9 centesimi su ogni litro di carburante, oggi costa 28,2 centesimi sul prezzo finale. Per non parlare delle accise. Federconsumatori chiede un taglio di 15 centesimi al litro sul prezzo dei carburanti, pari ad un risparmio di 180 euro annui che sarebbe sia una cosa positiva per le esangui tasche degli italiani.

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