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2 novembre 2015

Tensione Libia-Italia a causa dei migranti

Navi italiane in acque territoriali della LibiaIl governo libico di Tobruk accusa l’Italia di aver fatto entrare tre navi da guerra nelle acque territoriali della Libia senza autorizzazione e avverte che utilizzerà ogni mezzo per proteggere la propria sovranità. I tre mezzi navali probabilmente fanno parte della forza navale messa in campo dai Paesi UE  per contrastare il traffico di esseri umani verso le coste italiane.

Fonti della Difesa italiana smentiscono categoricamente: “La notizia diffusa da fonti libiche circa la presenza di tre navi italiane nelle acque territoriali libiche è falsa”. Il ministero della Difesa Pinotti ha precisato: “Tutte le navi militari italiane presenti nel Mediterraneo operano in acque internazionali rispettando i limiti stabiliti dai trattati”. Fatto sta che il “caso” ha fatto crescere l’odio Il cimitero devastatodei libici verso gli italiani. Il cimitero cattolico italiano di Tripoli “Hammangi” è stato devastato. Lo fa sapere l’Associazione Italiana Rimpatriati dalla Libia(AIRL). Giovanna Ortu, presidente dell’AIRL, ha dichiarato: “Sono immagini che si commentano da sole per la loro inciviltà e che completano il quadro tragico della situazione in Libia. La preoccupazione per i vivi libici in pericolo per la lunga guerra fratricida prevale sull’accorata preghiera per i nostri cari defunti”.

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