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27 giugno 2016

Inps: Meno colf e badanti straniere

Una badante con una donna anzianaGli stranieri servono per occupare i posti di lavori rifiutati dagli italiani. Questo è quello che scrivono i media italiani ogni volta che c’è una nuova emergenza migranti. La realtà però è un’altra. La crisi economica costringe molti cittadini italiani ad accettare lavori umili e mal pagati.

La scorsa estate, con la morte di Paola Clemente, abbiamo scoperto che gli italiani lavorano in condizioni disumane nei campi. Oggi(27 giugno) scopriamo che i nostri concittadini sono tornati a fare i colf e badanti. Nel 2015 i lavoratori domestici contribuenti all’Inps sono stati 886.125, con un calo del 2,3%(-20.518 in valore assoluto) rispetto al 2014. E’ quanto emerge dai dati dell’Inps. Dal rapporto viene fuori che aumentano i domestici italiani(+4,23%), calano invece quelli stranieri(-4,16%). Nel 2015 Italia c’erano 213.931 lavoratori domestici italiani e 672.194 stranieri. La composizione in base alla nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori provenienti dall’Europa dell’Est.

Una domanda sorge spontanea: cosa ce ne facciamo dei migranti economici africani? Servono per far calare ulteriormente le paghe dei cosiddetti lavori umili? L’accoglienza incontrollata porterà l’Italia a fare la fine della Jugoslavia. Ma torniamo ai dati Inps. La distribuzione territoriale dei lavoratori domestici evidenzia che il Nord-ovest è l’area geografica che, con il 29,8%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 28,5%, dal Nord-est con il 19,7%, dal Sud con il 13,0% e dalle Isole con l’9,0%. La regione che registra in Italia il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia, con 160.587 lavoratori pari al 18,1%, seguita dal Lazio(15,0%), dall’Emilia Romagna(9,0%) e dalla Toscana(8,5%). In queste quattro regioni si concentra più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

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