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16 luglio 2016

Fallito golpe militare in Turchia

La resa dell'esercitoIl tentativo di golpe militare in Turchia è durato poco più di una notte. Le immagini trasmesse in diretta dalla TV pubblica turca Trt Haber hanno mostrato la resa di un’unità dell’esercito sul ponte del Bosforo. Una sessantina di militari golpisti con le mani alzate hanno lasciato i carri armati che bloccavano il transito.

Cosa è accaduto? In Turchia c’è stato un colpo di stato non riuscito. Nei minuti successivi al golpe Istanbul è stata teatro di sparatorie tra militari e polizia, la gente fuggiva e si gettava a terra per ripararsi dal fuoco. Scene da guerra civile sul ponte sul Bosforo. I golpisti hanno subito occupato e bloccato TV di Stato e provato a bloccare anche i social media. Il blocco TV non è servito a nulla, lo stesso dicasi anche per quello web. Il presidente Recep Tayyip Erdogan, che era in vacanza sul mar Egeo, è fuggito per non diventare un prigioniero dei golpisti. E’ riuscito a fare un appello-intervento tramite Facetime sulla CNN ed ha usato Twitter per invitare i turchi a scendere in piazza per difendere la democrazia. Proprio lui parla di democrazia? Un leader che ha massacrato il popolo Kurdo e che sta facendo il lavoro sporco contro i migranti per avere i soldi dall’UE.

Politici e giornalisti hanno fatto molta fatica a prendere posizione contro il golpe, a differenza delle opposizioni in Turchia, che si sono subito dichiarate per la democrazia. Erdogan è tornato a Istanbul dopo la resa dei golpisti. La notte di guerriglia ha causato 265 morti e 1.140 feriti. Tra i morti, 104 erano soldati golpisti e 165 erano civili o appartenenti alle forze rimaste fedeli a Erdogan. La polizia ha arrestato 2.939 i militari golpisti. Tra loro, anche il regista del golpe, Muharremo Kose. Rimossi 29 colonnelli e 5 generali. Liberato dagli insorti il capo di Stato maggiore Akar. Otto militari golpisti in fuga in Grecia hanno chiesto asilo, ma Ankara vuole l’estradizione. Ci sarà un caso diplomatico? E’ stata aumentata la vigilanza alle frontiere turche dopo le voci su rischio di fuga di membri del movimento Gulen, anti-Erdogan.

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