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23 luglio 2016

Il tribunale delle anime

Il tribunale delle animeIl Tribunale delle Anime” è un libro di Donato Carrisi e pubblicato da TEA. Lo scrittore è nato a Martina Franca nel 1973. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha studiato Criminologia e Scienza del comportamento, per poi diventare sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. “Il Tribunale delle Anime” è il secondo romanzo dello scrittore pugliese. Il libro è stato pubblicato nel 2011.

In una Roma bagnata e plumbea un misterioso individuo cerca una ragazza rapita da un serial killer mentre un’abile poliziotta indaga sulla morte del marito. Il racconto si svolge nell’arco di cinque giorni con numerosi flashback a un anno prima. Così può essere riassunta la trama del “Il tribunale delle anime”. E’ la prima volta che leggo un libro di Donato Carrisi e non sarà l’ultima. Lo stile mi ha convinto molto e credo che acquisterò altre opere di questo scrittore. Sul web alcuni hanno descritto “Il Tribunale delle Anime” come un libro molto complicato da seguire per colpa dei tanti personaggi e delle situazioni che si intrecciano. Non è così. La trama è abbastanza lineare, basta solo leggere con attenzione e senza distrazioni. Il finale non è così prevedibile come si può pensare durante la lettura.

Lo stile di Carrisi è molto interessante: ho trovato la sua scrittura introspettiva, agghiacciante per quanto reale e allo stesso tempo dettagliata e semplice, complicata ma scorrevole. Il romanzo ha delle ambientazioni precise: le chiese di Roma, gli scenari desolati di Pripyat e Praga. La capitale italiana è continuamente cupa e grigia, mentre la città ucraina cancellata dal disastro di Chernobyl è ormai invasa dalla natura e dai lupi. Ambientazione che bene si sposa con il tema dell’opera.  Basta leggere le prime pagine per rimanere ammaliati dalla storia, raccontata usando più punti di vista: Sandra e Marcus infatti svolgeranno delle indagini in parallelo su persone diverse, dando l’impressione che inizialmente le due indagini non avranno molto in comune, ma che si incontreranno nell’empio progetto del colpevole del libro. La frase più significativa dell’opera? Il male generato genera altro male.

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