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18 ottobre 2016

Inps: Boom dei licenziamenti per giusta causa

Matteo RenziLa riforma del lavoro del governo Renzi inizia a dare i suoi frutti. Nei primi 8 mesi del 2016 c’è stato un boom dei licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo. Si registrano, infatti, 10.207 licenziamenti in più rispetto allo stesso periodo del 2015. La crescita è del 28,3%. Nel confronto con il 2014 se ne sono registrati 11.020 in più, pari ad un aumento del 31,3%. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sul precariato.

In assoluto i licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo sono stati 46.255 tra gennaio e agosto del 2016, 36.048 nel 2015 e 35.235 nel 2014. Le assunzioni da parte di datori di lavoro privati nel periodo gennaio-agosto 2016 sono 3.782 mila con un calo dell’8,5%(-351 mila) sullo stesso periodo 2015. Sono comprese le assunzioni stagionali(447 mila). L’Osservatorio sul precariato Inps spiega che il calo delle assunzioni riguarda in particolare i contratti a tempo indeterminato: -395 mila, pari a -32,9% su primi 8 mesi 2015. Dai Inps si evince che aumentano i licenziamenti e calano le “vere” assunzioni. Un dato che si spiega con la riforma del lavoro del governo Renzi che ha cancellato l’articolo 18 allargando le maglie per le aziende e con la fine delle decontribuzioni per le nuove assunzioni. Intanto continua la crescita dei buoni lavoro: nei primi 8 mesi 2016 sono stati venduti 96,6 milioni di voucher, del valore di 10 euro, con un aumento, sui primi 8 mesi 2015 del 35,9%. Nei primi otto mesi del 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 71,3%. Il governo Renzi ha esteso la precarietà a tutti.

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