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15 novembre 2016

A Cose Nostre il lato oscuro del Salento

Il Tacco d'ItaliaCose Nostre” è la trasmissione di Rai 1 dedicata a cittadine e cittadini che con il loro lavoro si sono opposti alla mafia e al malaffare. Nella puntata del 12 novembre 2016 ha raccontato la storia della giornalista Marilù Mastrogiovanni che, nelle sue inchieste, ha messo in luce l’altra faccia del Salento.

Un territorio bellissimo dove però la criminalità organizzata ha gestito per anni lo sversamento di rifiuti tossici e ha fatto affari con imprenditori collusi per delle grandi speculazioni edilizie, molte delle quali in aree protette. Marilù ha raccontato tutto questo con il suo giornale: “Il Tacco d’Italia”. La Sacra Corona Unita è la quarta mafia d’Italia ed è l’unica organizzazione criminale di cui si conosce il nome del fondatore e la data in cui è nata. Come la camorra in Campania, anche la SCU ha fatto affari d’oro con il traffico illecito di rifiuti. Nel Salento ci sono tante discariche a cielo aperto e dei capannoni industriali non restano che scheletri di cemento. Il polo calzaturiero salentino ha smaltito grosse quantità di rifiuti tossici appoggiandosi alla criminalità locale, alla mafia salentina. Tantissimi scarti del manifatturiero sono stati interrati sotto la statale 275, da molti ribattezzata la strada della vergogna.

Le conseguenze? In molte zone del Salento si muore come nella Terra dei Fuochi. In tutte le famiglie del Salento c’è un ammalato di tumore e anche Marilù ha avuto una malattia correlata all’inquinamento da PCB. “Il Tacco d’Italia” ha pubblicato documenti, fatto nomi e cognomi, e svelato gli affari illeciti delle famiglie salentine. Per questo motivo la giornalista è finita nel mirino degli esponenti della Sacra Corona Unita. “Lascia perdere sennò finisci male”, questa è una delle minacce ricevute da Marilù. La cosa drammatica è che la giornalista è stata lasciata sola in questa guerra per la legalità. Imprenditori e aziende non hanno hanno più finanziato il giornale con le pubblicità e “Il Tacco d’Italia” è stato costretto ad abbandonare la versione cartacea. Nel 2014 il sito del giornale è stato hackerato. Oggi Marilù sta lavorando per far ripartire “Il Tacco d’Italia” e tutelare il suo territorio, il suo Salento.

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