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3 novembre 2016

Amnesty: Migranti maltrattati in Italia

Migranti maltrattati in Italia“Le pressioni dell’Unione Europea affinché l’Italia usi la mano dura nei confronti dei migranti hanno dato luogo a espulsioni illegali e a maltrattamenti che, in alcuni casi, possono equivalere a torture e a detenzioni arbitrarie”. E’ quello che scrive Amnesty International nel rapporto “Hotspot Italia: come le politiche dell’Unione Europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti”.

Secondo le testimonianze raccolte, anche per poter rilevare le impronte digitali ci sono stati agghiaccianti episodi di violenza con pestaggi, con l’uso di manganelli elettrici e in qualche caso umiliazioni sessuali. Matteo De Bellis, ricercatore di Amnesty International, ha dichiarato: “Determinati a ridurre il movimento di migranti e rifugiati verso altri stati membri, i leader europei hanno spinto le autorità italiane ai limiti, e talvolta oltre i limiti, della legalità”. Su 24 testimonianze di maltrattamenti raccolte, in 16 si parla di pestaggi. Una donna di 25 anni proveniente dall’Eritrea ha riferito che un agente di polizia l’ha ripetutamente schiaffeggiata sul volto fino a quando non ha accettato di farsi prendere le impronte digitali.

L’approccio hotspot, adottato per prendere le impronte digitali delle persone che arrivano nei Paesi di frontiera dell’UE, come l’Italia, prevede una veloce valutazione dei loro bisogni di protezione e, a seconda dei casi, l’avvio della procedura d’asilo o il ritorno nei Paesi di origine. E qui nasce il problema. Ci sono migranti che vogliono chiedere asilo in altri Paesi UE e hanno un forte interesse ad evitare di farsi prendere le impronte digitali dalle autorità italiane. Tutta colpa del Trattato di Dublino, che obbliga un rifugiato a rimanere nel primo Paese UE dove è stato identificato. All’approccio hotspot è stato abbinato uno schema che prevede la ricollocazione dei richiedenti asilo in altri stati membri dell’UE. Peccato che quest’ultima cosa sia stato un fallimento. Il motivo? Finora solo 1.200 persone sono state ricollocate dall’Italia rispetto alle 40 mila promesse dall’UE.

L’Italia rischia di diventare un grande campo profughi se non verranno introdotte le quote di ingresso. Nei primi 10 mesi del 2016 c’è stato il record di arrivi nel nostro Paese, una cosa scontata dopo la chiusura della rotta dei Balcani. Ma torniamo alla denuncia di Amnesty International. Il prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento Immigrazione del Viminale, ha dichiarato: “Sono sconcertato nel leggere le cretinaggini denunciate nel rapporto di Amnesty International. Che le forze di polizia operino violenza sui migranti è totalmente falso. Amnesty costruisce i suoi rapporti a Londra non in Italia”.

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