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1 gennaio 2017

Mattarella: Il web è una grande rivoluzione democratica che va difesa

Sergio MattarellaIeri(31 dicembre) c’è stato il consueto discorso di fine anno del presidente della Repubblica. Di solito dalla bocca del parlante escono sempre le stesse cose: giovani, lavoro, morti bianche, disabili, Sud, terrorismo e legge elettorale. Ormai è un copia e incolla da diversi anni. Lo stesso ha fatto anche Sergio Mattarella. Una domanda sorge spontanea: Ma questi discorsi di fine anno servono ancora?

Il presidente si è presentato davanti alla telecamera in giacca e cravatta seduto su una poltrona in modo strano. Sembrava quasi un ubriacone che racconta storie ai passanti fuori ad un’enoteca. Il vecchio Mattarella ha inserito nel suo discorso i pericoli che mettono a rischio la convivenza sociale: “Un altro insidioso nemico della convivenza, un fenomeno in preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica, che può intossicare la società”. Il presidente della Repubblica ha fatto una pericolosa aggiunta sul web: “E’ uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze”. Fin qui tutto bene, il problema è quello che dice dopo: “Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi”. Quel “preservata e difesa” non mi piace nemmeno un po’. Ma poi difesa da chi? Chiunque metterà le mani su internet lo farà solo per censurare. La dichiarazione del presidente arriva dopo l’attacco al web fatto dal presidente dell’antitrust Giovanni Pitruzzella. In pratica questi tipi vogliono introdurre il Ministero della Verità descritto da George Orwell nel libro “1984”.

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