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11 febbraio 2017

Cgia: 1,8 miliardi da accise carburanti in 5 mesi

1,8 miliardi da accise carburanti in 5 mesiQuanto pagheremmo la benzina senza le accise? Questa è la domanda che si fanno tutti e che non trova risposta. Un litro di benzina costerebbe 0,73 senza questa “tangente legalizzata”. Le accise sui carburanti valgono circa 25 miliardi di euro all’anno e possiamo definirle il bancomat dello Stato.

Dal 1970(primo anno in cui sono disponibili i dati  sui consumi dei carburanti) al 2015 gli italiani hanno versato nelle casse dello Stato 145 miliardi di euro nominali(261 miliardi di euro se attualizzati). I vari governi hanno introdotto le accise sui carburanti per recuperare le risorse da destinare alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma. I disastri a cui sono seguiti l’aumento delle tasse sui carburanti sono 5: Valle del Belice(1968), Friuli(1976), Irpinia(1980), Abruzzo(2009) e Emilia Romagna(2012). Da notare che per il terremoto delle Marche e dell’Umbria(1997) e per quello del Molise e della Puglia(2002) non è stata introdotta nessuna accisa. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri stima in 70,4 miliardi di euro nominali(121,6 miliardi se attualizzati) il costo complessivo resosi necessario per ricostruire tutte e 7 le aree fortemente danneggiate dal terremoto(Valle del Belice, Friuli, Irpinia, Marche/Umbria, Molise/Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna). Dai dati emerge che in 45 anni gli italiani hanno versato più del doppio rispetto alle spese sostenute.

Per il terremoto del Centro Italia non è stata introdotta nessuna accisa, ma nella manovra correttiva potrebbe essere deciso un aumento dei carburanti di 1,5 centesimi al litro. La Cgia di Mestre ha calcolato i soldi incassati dallo Stato dopo la scossa ad Amatrice del 24 agosto 2016. In questi 5 mesi gli italiani hanno versato all’erario 1,8 miliardi di euro con le accise sui carburanti. Il coordinatore della Cgia Paolo Zabeo ha dichiarato: “Sostenere che non è facile trovare le risorse economiche per affrontare queste emergenze non corrisponde al vero. Pur sapendo che queste entrate provenienti dall’applicazione delle accise non hanno alcun vincolo di spesa e in larga parte finiscono nel capitolo delle uscite pubbliche, resta il fatto che gli italiani continuano a pagare delle imposte che sono state introdotte per fronteggiare gli effetti negativi provocati da calamità naturali che, in massima parte, sono stati risolti”. Per questo motivo la Cgia chiede al governo di utilizzare le entrate delle accise per fronteggiare le nuove emergenze come quelle che hanno colpito il Centro Italia.

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