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21 luglio 2017

BCE lascia in negativo il tasso sui depositi

Mario Draghi e Angela MerkelLa Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i suoi tassi principali. Il refi, il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, resta a quota zero, mentre il tasso sui depositi, cioè quello che le banche pagano per depositare i loro fondi a Francoforte, rimane negativo a -0,40%. Invariato anche il tasso marginale a +0,25%.

Le politiche economiche della BCE si ripercuotono anche sui cittadini. Lo scorso maggio, il gruppo Intesa Sanpaolo ha comunicato ai propri correntisti l’aumento del canone mensile a causa del tasso negativo sui depositi. Mario Draghi ha dichiarato: “I tassi resteranno a livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo”. Nessuna variazione neppure sul versante Quantitative easing. Il presidente della BCE ha detto: “Il QE resterà fino a fine 2017 o anche oltre se necessario. La ripresa c’è, ma ancora non se ne vedono gli effetti sui salari e sull’inflazione”. Per questo motivo non è da scartare un’estensione del Quantitative Easing in caso di peggioramento delle prospettive o qualora non si registrasse un aggiustamento durevole dell’inflazione vicino al 2%. Secondo uno studio di Goldman Sachs c’è un’assoluta mancanza di correlazione tra il mercato del lavoro e le retribuzioni che si registrano all’interno dell’Eurozona da ormai 15 anni. Alla Banca Centrale Europea sono consapevoli che a frenare la ripresa di salari e inflazione è la Germania. I salari tedeschi dovrebbero essere aumentati quasi del 9%, invece sono stabili intorno al più 2%. La banca d’affari scrive: “Senza una ripresa dei salari in Germania difficilmente l’inflazione core dell’Eurozona tornerà a crescere”.

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