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30 luglio 2017

Riti di morte

Riti di morteRiti di morte” è un libro di Alicia Gimenéz-Bartlett e pubblicato da Sellerio. L’autrice è nata a Almansa nel 1951. Si è laureata in letteratura e filologia moderna all’Università di Valencia e, una volta conseguito il dottorato in letteratura all’Università di Barcellona, ha insegnato per tredici anni letteratura spagnola. “Riti di morte” arriva in libreria nel 1996 ed è la settima opera della scrittrice spagnola.

Questo libro è il primo romanzo della serie dedicata all’ispettrice Petra Delicado ed al suo vice Fermín Garzón che vengono presentati ai lettori al loro primo incontro ed alla loro prima indagine di coppia. Petra, quarantenne con due matrimoni falliti alle spalle, ha lasciato un deludente lavoro da avvocato ed è entrata nella polizia di Barcellona. Fermín, invece, è un poliziotto più anziano, riservato ed esperto capace di intuizioni sorprendenti. In realtà ha un atteggiamento quasi abulico da chi aspetta solo di andare in pensione e dopo essere rimasto vedovo con un figlio adulto che vive negli Stati Uniti non ha molte motivazioni. I due vengono affiancati per indagare su una serie di stupri. Il violentatore è sempre lo stesso perché firma i suoi crimini marchiando le vittime con un oggetto che lascia cicatrici a forma di fiore.


La storia non è fondamentale alla buona riuscita di quest’opera. E’ talmente godibile la schermaglia dei due protagonisti, che la vicenda può anche permettersi di essere “normale”. Petra è una donna spettacolare e le sue riflessioni intime ti permettono di entrare in sintonia con il personaggio. Fermin è caratterialmente agli opposti, un bradipo che però ispira simpatia a prima vista. L’aspetto migliore della narrazione è il rapporto fra i due, fatto di lealtà, di ironia, di rispetto, di spontaneità. Elementi che cementano un’alleanza lavorativa. L’indagine, che è la loro prima, passa un po’ in secondo piano, forse perché la volontà della scrittrice spagnola è quella di focalizzare la sua attenzione nel presentare la coppia, nel costruirla, in previsione di nuove avventure. Conclusioni? La prima metà del racconto stenta un tantino a prendere ritmo, ottima invece, la seconda metà.

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