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2 agosto 2017

Chi sono i mandanti della strage di Bologna?

Strage di BolognaOggi(2 agosto) si rinnova a Bologna la memoria della strage della stazione del 1980, dove 85 persone furono uccise da una bomba. Ogni anno c’é l’usanza per i politici di ricordare la strage di Bologna. E ogni anno dicono sempre le stesse, ovvero che bisogna scoprire la verità. Mi sono fatto vecchio e ancora non sappiamo chi sono i mandanti di quella strage.

La strage di Bologna è il più grave atto terroristico in Italia dal dopoguerra. Esecutori materiali furono individuati dalla magistratura in alcuni militanti di estrema destra appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari(NAR), tra cui Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Questi due hanno ottenuto la libertà condizionale nel 2015. I mandanti sono tuttora sconosciuti, ma furono rilevati collegamenti con la criminalità organizzata e i servizi segreti. Nel 2007 si aggiunse anche la condanna di Luigi Ciavardini, all’epoca dei fatti minorenne. Condannati per depistaggio alle indagini, l’ex capo della P2 Licio Gelli, l’ex agente Sismi Francesco Pazienza e e gli ufficiali del servizio segreto militare Musumeci e Belmonte. Dopo la commemorazione in Comune di Bologna è partito il corteo diretto alla stazione. Lì, alle 10.25 di 37 anni fa una valigia con 20 kg di esplosivo in sala d’attesa uccise 85 persone e ne ferì 200, investendo il treno che in quel momento si trovava sul 1° binario. Il ministro Gian Luca Galletti ha dichiarato: “Lo Stato ha un debito da onorare”. Le famiglie delle vittime sono uscite prima del intervento del ministro, in polemica con il governo.


Paolo Bolognesi, associazione parenti vittime, ha detto: “Siamo stati traditi da chi doveva stare al nostro fianco. Siamo stanchi dell’immobilismo e delle mancate risposte”. I parenti delle vittime sono contrari alla richiesta d’archiviare l’inchiesta sui mandanti della strage. Nel 2015 è stato stipulato un accordo per la digitalizzazione degli archivi con il Ministero della Giustizia e quello dei Beni Culturali. Questa è una metodologia di indagine e di analisi che permetterebbe di fare chiarezza sui mandanti della strage. La digitalizzazione viene però osteggiata, boicottata, con tutte le motivazioni più incredibili. Nei tre anni successivi all’accordo non è stata digitalizzata una pagina. Al settimanale “L’Espresso”, Bolognesi ha dichiarato: “Abbiamo un blocco costante e metodico da parte degli apparati dello Stato. Sembrerà incredibile, ma sia dal Ministero della Difesa che dal vecchio Ministero dei Trasporti sono spariti gli archivi. Incredibile ma vero, il Ministero della Difesa dal 1980 al 1986 non ha nulla che riguardi i voli e le navi che attraversavano l’Italia e il Tirreno. Ma se non si trovano questi archivi fai qualcosa, fai un’inchiesta per capire dove sono andati a finire. Nessuno però fa una piega: questo dei documenti è l’ultimissimo dei loro problemi”.

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