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1 agosto 2017

Codice di condotta per ONG non serve a nulla?

MigrantiIl Codice di condotta per regolamentare il lavoro delle Organizzazioni Non Governative(ONG) nel Mediterraneo ha avuto il via libera dall’Unione Europea la scorsa settimana. Il piano si compone di 11 punti.

  1. Assoluto divieto per le navi umanitarie di entrare in acque libiche, che possono essere raggiunte solo se c’è un evidente pericolo per la vita umana in mare.
  2. Non telefonare o mandare segnali luminosi per facilitare la partenza e l’imbarco di mezzi che trasportano migranti, per non facilitare i contatti con i trafficanti.
  3. Non trasportare migranti su altre navi, italiane o di assetti internazionali, tranne che in situazione di emergenza.
  4. Dopo il salvataggio, le navi delle organizzazioni dovranno completare l’operazione portando i migranti in un porto sicuro.
  5. Obbligo ad accogliere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria per indagini collegate al traffico di esseri umani.
  6. Non ostruire le operazioni di ricerca e soccorso della guardia costiera libica, per lasciare il controllo di quelle acque alla responsabilità delle competenti autorità territoriali.
  7. Dichiarare le fonti di finanziamento per le attività di salvataggio in mare.
  8. Obbligo di notificare al Centro di coordinamento marittimo del proprio Stato di bandiera l’intervento, così che questo Stato è informato sulle attività della nave e può assumere la responsabilità anche per finalità di sicurezza marittima.
  9. Possesso di una certificazione che attesta l’idoneità tecnica per le attività di salvataggio.
  10. Obbligo a collaborare lealmente con le autorità di sicurezza pubblica della località di sbarco dei migranti, provvedendo - ad esempio - a fornire prima dell’arrivo documenti sull’intervento svolto e sulla situazione sanitaria a bordo.
  11. Obbligo a trasmettere tutte le informazioni di interesse investigativo alle autorità di polizia italiane, consegnando nel contempo ogni oggetto che potrebbe costituire prova di un atto illegale.

Tutto bene? Mica tanto. Save the children e Migrant offshore aid station(Moas) sono le uniche due ONG che per ora hanno firmato il Codice di condotta. E le altre? Non intendono sottoscrivere il Codice di condotta per i soccorsi di migranti in mare. Tra le “ribelli” c’è anche Medici Senza Frontiere. Il direttore generale di MSF, Gabriele Eminente, ha dichiarato: “Non abbiamo accettato il codice di condotta perché non tutela il nostro lavoro e poi c’è già la legge internazionale che regolamenta il tutto. Noi continueremo comunque a lavorare nel Mediterraneo, ma al momento non ho capito cosa comporterà questa mancata firma”. Oggi(1 agosto) l’Unione Europea è intervenuta sul “caso” della mancata firma del Codice di condotta. La portavoce della Commissione Europea, Natasha Bertaud, ha dichiarato: “Le ONG che non firmeranno non beneficeranno delle assicurazioni offerte dalle autorità italiane, dalle specifiche garanzie per accedere ai porti italiani”. In poche parole non cambia nulla. Il motivo? La legge internazionale continua ad applicarsi in tutte le circostanze. L’Italia continuerà ad essere il porto dei migranti. Tanto paga il contribuente.

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