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9 agosto 2017

Sparisce tetto agli stipendi dipendenti Camere

Dipendenti del ParlamentoI duemila dipendenti di Camera e Senato negli ultimi tre anni hanno subito una decurtazione dei loro stipendi. La fase di crisi scade il 31 dicembre 2017 e dal primo giorno del 2018 i dipendenti potranno tornare a guadagnare le cifre da record che tanto avevano indignato in passato. Senza una proroga al tetto agli stipendi, il risultato sarebbe un nuovo aumento dei costi per il personale delle due Camere, ma tanto paga il contribuente.

E dunque la domanda che è rimasta nell’aria nei corridoi chiusi per ferie di Montecitorio e Palazzo Madama è: cosa succederà in autunno? I tagli saranno confermati, attutiti o eliminati? In ballo ci sono svariati milioni di euro. Un barbiere attualmente guadagna 99 mila euro lordi all’anno e il suo stipendio salirà a 136.120 euro lordi all’anno con la fine del blocco. Stesso incremento anche per un centralinista, un usciere e un commesso. Un elettricista guadagnerà 152.663 euro all’anno rispetto a 106 mila attuali. Lo stesso aumento lo riceverà anche un informatico. Il segretario, invece, vedrà crescere il suo stipendio di “soli” 41.185 euro all’anno(da 115 mila a 156.185 euro). Un ragioniere guadagnerà 237.990 euro, 71.990 euro in più rispetto a quello che incassa oggi. Ma il premio “gododentro” andrà ad un consigliere parlamentare, che vedrà crescere il suo stipendio da 240 mila a 358.001 euro all’anno. Perché non utilizzare i migranti per questi tipi di lavoro? Mica vogliamo farli lavorare gratis solo nel settore privato?

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