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9 luglio 2014

Lavoro: 660 morti nel 2013

Morti biancheLe morti accertate sul lavoro nel 2013 sono state 660, in ribasso di circa il 21% rispetto al 2012. Lo rileva l’Inail, spiegando che si tratta di un nuovo minimo storico, il livello più basso da quando è iniziata la rilevazione, ovvero dal 1954, ben 59 anni fa. In totale sono 1.175 le denunce di infortunio mortale, questo significa che 515 non sono state riconosciute.

La serie storica del numero degli infortuni sul lavoro prosegue il suo andamento decrescente. Nel 2013, infatti, l’Inail ha registrato 694.648 denunce, circa 50 mila in meno rispetto all’anno precedente, equivalenti a una riduzione percentuale di quasi il 7%; che sale al 21% nel confronto con lo stesso dato relativo al 2009. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro dall’Istituto sono invece diminuiti di più del 9%, passando dagli oltre 500 mila del 2012 ai circa 457 mila dell’anno scorso. Più del 18% degli infortuni riconosciuti sul lavoro dall’Inail sono avvenuti fuori dall’azienda, cioè con mezzo di trasporto o in itinere(ovvero nel tragitto tra la casa e il posto di lavoro), ma la stessa percentuale sale fino a quasi il 57% nel caso degli incidenti che hanno avuto un esito mortale.

Nel 2013 gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11,5 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail, circa due milioni in meno rispetto al 2012. Le denunce di malattia presentate nel 2013 sono state 51.839, 5.556 in più rispetto alle 46.283 dell’anno precedente. Per 19.745, pari al 38%, l’Istituto ha riconosciuto la causa professionale, mentre circa il 3% è ancora nella fase istruttoria. I lavoratori deceduti nel 2013 con riconoscimento di malattia professionale sono stati invece 1.475(quasi il 33% in meno rispetto al 2009), di cui 376 per patologie asbesto-correlate protocollate nell’anno. L’analisi per classi di età mostra che il 62% di questi decessi è avvenuto oltre i 74 anni di età.

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