Ricerca personalizzata

Archivio

4 ottobre 2014

Cgia: Il 30% malattie capita di lunedì

Una donna in malattia“Odio i lunedì”. Questo è quello che dice Vasco Rossi nella canzone “Lunedì” dell’album “C’è chi dice No”. Molti lavoratori dipendenti sembrano abbiano preso alla lettera il testo del cantante di Zocca. Nel 2012 oltre il 30% dei certificati medici che attestano l’impossibilità da parte di un operaio o di un impiegato di recarsi nel proprio posto di lavoro è stato presentato di lunedì.

La Cgia di Mestre fa il punto, dopo l’entrata a regime nel 2011 dell’invio telematico dei certificati di malattia, che registra 6 milioni di dipendenti con almeno un giorno di malattia. Mediamente, ciascun lavoratore dipendente italiano si è ammalato 2,23 volte ed è rimasto a casa 17,71 giorni: complessivamente sono stati quasi 106 milioni i giorni di malattia persi durante tutto l’anno. Nel 71,7% dei casi la guarigione avviene entro i primi 5 giorni dalla presentazione del certificato medico. Nel pubblico ci si ammala più spesso, ma mediamente si perdono meno giorni di lavoro che nel settore privato(16,72 contro 18,11).

La Calabria è la regione in cui ci si ammala di più: 34,6 giorni in media ogni anno. La media sale addirittura a 41,8 nel settore privato. La media nazionale di 17,71 giorni viene superata anche dai dipendenti siciliani(19,9), campani(19,4) e pugliesi(18,8). Sotto la media il Nordest; il dato più basso in Trentino-Alto Adige(15,3). Dalla rilevazione emerge che le assenze aumentano in misura corrispondente al crescere dell’età. Se fino a 29 anni il numero medio di giorni di malattia per lavoratore è pari a 13,2, nella classe di età tra i 30 e i 39 anni sale a 14,9, per toccare il valore massimo sopra i 60 anni, con 27,4 giorni medi di assenza all’anno.

Nessun commento:
Write commenti

I commenti non inerenti al post, pieni di spam o diffamatori verranno cancellati senza ulteriori avvisi.

Iscriviti alla Newsletter

Ricerca personalizzata