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1 dicembre 2014

La giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS

World AIDS dayIl 1 dicembre di ogni anno viene celebrata la “Giornata mondiale contro l’AIDS”. La data non è presa a caso: il 1 dicembre 1981 è stato diagnosticato il primo caso di AIDS. Dal 1981 l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive della storia. Oggi in Italia le persone con HIV sono circa 150 mila mentre ogni anno sono circa 4.000 le nuove infezioni. Un dato che non accenna a diminuire nonostante i comportamenti preventivi siano ormai ben noti.

Il nostro Paese, dove il rapporto sessuale non protetto è la prima causa di infezione, è infatti all’ultimo posto in Europa nell’uso del profilattico. A causa di una serie di fattori biologici, sociali e culturali a essere particolarmente esposte al rischio di contrarre l’infezione sono le donne. Per informarle e sensibilizzarle su come affrontare il problema la Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids(LILA) lancia una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi con SMS solidale al 45508 dal 23 novembre al 7 dicembre per sostenere il Progetto DONNA. Con il ricavato LILA Onlus realizzerà interventi rivolti alle donne incentrati sulla prevenzione e l’informazione HIV e diverse iniziative sul territorio nazionale dedicando particolare attenzione al tema dell’HIV e della genitorialità, dal concepimento alla gravidanza.

Il “colpo finale” all’HIV è a portata di mano, e passa per il numero 90. Se si riuscirà entro il 2020 a diagnosticare il 90% dei sieropositivi, a metterne il 90% sotto trattamento e a sopprimere il virus nel 90% dei pazienti, il 2030 potrebbe essere l’anno delle “nuove infezioni zero” e dei “morti zero” per questa malattia. E’ quello che afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) per il World Aids Day. Nel 2013 sono morte nel mondo 1,5 milioni di persone per l’AIDS, e ci sono state due milioni di nuove infezioni, il 70% delle quali nei paesi in via di sviluppo. Attualmente quasi 13 milioni di persone sono in terapia antiretrovirale, circa un terzo dei 35 milioni di malati che ne avrebbero bisogno.

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