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5 febbraio 2015

BCE chiude a Grecia

BCE chiude i rubinetti a GreciaLa Banca Centrale Europea ha cancellato la deroga del 2010 che permetteva alle banche greche di fornirsi di liquidità offrendo a garanzia i titoli di Stato. Lo ha annunciato Eurotower in una nota. La BCE ha aggiunto: “Al momento non è possibile presumere una conclusione positiva del processo di revisione del programma di aiuti alla Grecia”.

La Grecia non fa ricatti e non li accetta”. E’ quanto ha detto il portavoce del governo di Atene,  Gabriel Sakellaridis. La decisione della BCE ha già avuto effetti negativi sulle Borse europee. Atene perde circa il 6%. Lo scarto tra decennale greco e tedesco vola a 1.068 punti, poi ripiega a 980. “Credo che la Germania possa capire che quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa, e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza luce alla fine del tunnel, questa nazione prima o poi fermenta”. Lo ha detto il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis prima di incontrare il suo omologo Wolfgang Schaeuble. Il ministro greco ha aggiunto: “Siamo il primo tassello del domino che cade, ma non siamo responsabili dell’effetto domino. Bisogna pensare come europei e trovare nuovi strumenti politici, dovremmo remare dalla stessa parte e trattare la crisi come una crisi sistematica, invece di puntare il dito gli uni contro gli altri”. Il progetto Unione Europea è destinato a morire se non viene introdotta la parola “solidarietà”. Non basta il “Quantitative easing” della BCE per salvare l’UE. Anzi, la politica monetaria a debito potrebbe essere il definitivo colpo di grazia per i paesi del Sud Europa.

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