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6 marzo 2015

Jobs Act porta flessibilità e deflazione salariale

Matteo RenziIl Jobs Act creerà posti di lavoro? Questa è la domanda che si fanno tutti negli ultimi giorni. Per il momento, l’unica cosa certa è che la riforma del lavoro di Matteo Renzi introduce in Italia il modello lavorativo cinese. In pratica, il Jobs Act creerà una rotazione eterna di schiavi che vivranno alla giornata. Una domanda sorge spontanea: perché è stato introdotto?

La risposta l’ha data Alfredo D’Attorre(PD) durante la diretta di “Omnibus”. Il pidino ha dichiarato: “Il mio giudizio è negativo. L’obiettivo del Jobs Act è più flessibilità, verso una maggiore precarizzazione dei lavoratori. L’Ocse dice che il nostro Paese era già oltre la media europea come flessibilità del mercato del lavoro”. D’Attore ha aggiunto: “Fino ad agosto Renzi non ha mai parlato dell’abolizione dell’articolo 18, ha sempre detto che era un finto problema”. Poi cosa succede? Il premier gelataio incontra Mario Draghi e fa l’accordo con la Angela Merkel per ottenere un po’ di flessibilità sui conti pubblici. In cambio gli impongono di riformare il mercato del lavoro come la Spagna. D’Attore ha detto: “Che significa? Più flessibilità e deflazione salariale, cioè l’Italia per recuperare margine di competitività deve spingere verso il basso i salari”. Renzi si è piegato alle logiche europee rinunciando al ruolo di riformatore. Il premier gelataio è solo un maggiordomo di Bruxelles.

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