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5 giugno 2015

TTIP arriva al Parlamento europeo

Stop TTIPDall’8 al 10 giugno 2015, il Parlamento europeo si riunirà a Strasburgo per discutere la risoluzione in cui comunicherà alla Commissione Europea come la pensa sul TTIP, il Trattato Transatlantico sugli investimenti che Europa e Stati Uniti stanno negoziando in gran segreto da diversi mesi. Il Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz è stato molto chiaro sul TTIP: l’Europa farebbe meglio a non firmarlo, perché questo Trattato scavalcherà le norme ambientali e quelle a difesa della salute. Greenpeace ha lanciato una campagna contro il TTIP.

Con il TTIP potrebbe nascere la più grande area di libero scambio del mondo: niente più dazi, niente più confini commerciali tra Europa e Stati Unti. Insieme alle barriere tariffarie salterà anche una parte del sistema di tutele europee, leggi, controlli e standard minimi richiesti per la circolazione dei prodotti. Una misura che potrebbe avere ripercussioni enormi innanzitutto sul settore agroalimentare che in questa trattativa gli Stati Uniti considerano strategico. Potrebbe capitare che sugli scaffali italiani arrivi la carne di bovini nutriti con antibiotici e mangime. Il TTIP è un cavallo di Troia che apre le porte a un attacco devastante alle più elementari leggi e regolamenti nazionali. Il mondo si dividerà sempre di più in due: da una parte il cibo di massa a basso costo, basse regole, bassa qualità; dall’altra per chi potrà permetterselo, il biologico, in crescita ovunque, soprattutto negli Stati Uniti dove invece proprio sul biologico regolamenti e etichettature sono ben più rigide che da noi.

Ciò che più preoccupa è il tribunale privato, che si chiama ISDS. I membri del tribunale vengono nominati così: uno un investitore, uno lo stato e il presidente, o di comune accordo o da parte di istituzioni internazionali che gestiscono questo arbitrato. Di tutti i procedimenti aperti presso i tribunali ISDS nel mondo, ci sono solo 15 avvocati che gestiscono la risoluzione del 55% di casi. E non rispondono ad alcun regolamento in materia di conflitto di interessi. Il tribunale privato valuterà le richieste di risarcimento delle multinazionali. Un esempio? Un’azienda alimentare italiana, in Italia, è tenuta a rispettare gli standard europei. Ora, se dopo l’introduzione del TTIP, l’Unione Europea decidesse di introdurre norme igieniche più rigorose, l’azienda italiana dovrebbe rispettare questi nuovi criteri. Ma un’azienda americana che operi nel mercato italiano può chiedere un risarcimento miliardario alle autorità italiane per tutelare i propri investimenti, perché la nuova legge avrebbe violato i suoi diritti di investitore costringendola a migliorare gli standard igienici. Il rischio è di perdere sovranità e quindi democrazia, lasciando decidere alle multinazionali come muoversi in ambito economico.

NO GRAZIE! FIRMA ORA CONTRO IL TTIP!

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