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23 giugno 2016

Le cure oncologiche servono solo per allungare l’agonia del malato?

Radioterapia alla prostataIl tumore è la malattia del ventunesimo secolo. Sempre più persone vengono colpite da questo brutto male e le cosiddette “cure” servono solo per allungare la speranza di vita del paziente. Come nasce un tumore? A una domanda del genere gli studiosi fanno ancora fatica a dare una risposta precisa e convincente.

Per usare una metafora, si può dire che ad un certo punto, una cellula dell’organismo “impazzisce”(perde alcune sue proprietà, ne acquisisce altre) e comincia a moltiplicarsi al di fuori di ogni regola. Quali sono le cause della mutazione genetica? Oggi gli scienziati sanno che solo in rari casi le cause necessarie e sufficienti per lo sviluppo del tumore sono già “scritte” all’origine nei geni, cioè sono ereditarie. Nella stragrande maggioranza dei tumori, invece, le alterazioni dei geni che sono responsabili della malattia sono determinate da cause ambientali. Una cura definitiva al momento non esiste, ma in futuro potrebbe arrivare il vaccino universale contro il cancro. Nel frattempo si continuano ad usare cure oncologiche. Il problema è che gli antitumorali costano sempre di più e i pazienti rischiano di non avere più accesso alle cure. Secondo uno studio pubblicato da “The Lancet” la crisi economica è costata oltre 260 mila decessi in più per tumore nei paesi OCSE, e circa 160 mila nell’Unione Europea tra il 2008 e il 2010.

Per quanto tempo ancora ci potremo permettere di curare i tumori? E’ la domanda fatta dalla giornalista Adriana Bazzi sul “Corriere della Sera”. Oggi curare un malato di cancro costa, in media, 50.000 euro all’anno. Una cifra enorme, se consideriamo che in alcuni casi(tipo glioblastoma multiforme) le cure oncologiche servono solo per allungare l’agonia del malato. Il problema è che il prezzo dei farmaci aumentano ogni anno gravando sul sistema sanitario pubblico e privato. Perché i prezzi sono così elevati? L’industria farmaceutica ha sempre sostenuto che il prezzo dipende dagli elevati investimenti in ricerca e ai fallimenti cui vanno incontro molte molecole prima di arrivare in clinica. E’ vero? In parte. Pierfranco Conte, direttore dell’Oncologia Medica all’Università di Padova, ha dichiarato: “Già dopo 18 mesi dall’immissione in commercio di un farmaco l’industria rientra dagli investimenti. Il resto è tutto guadagno”. E ci credo. Tanto per fare un esempio, una scatola di Temodal con 5 compresse da 100 mg costa 637 euro. I malati di tumori sono il nuovo business delle case farmaceutiche.

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