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Carrello della spesa più caro dell’inflazione

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Negli ultimi cinque anni i prezzi del cosiddetto carrello della spesa sono cresciuti molto più dell’inflazione generale . Secondo i dati Istat , il divario è di circa sette punti percentuali , con un aumento del +24% per i beni alimentari e di largo consumo, a fronte di un +1,7% dell’indice generale dei prezzi al consumo . Un’anomalia che pesa in modo diretto sui bilanci delle famiglie italiane e che ha spinto l’ Antitrust ad avviare un’indagine per verificare eventuali distorsioni del mercato. Cos’è il carrello della spesa e perché conta di più Il carrello della spesa include beni di prima necessità come alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona. Si tratta di spese incomprimibili , che incidono in modo maggiore sui redditi medio-bassi. Proprio per questo, anche aumenti apparentemente contenuti hanno un impatto sociale molto più rilevante rispetto alla crescita media dell...

Benessere in Italia 2024: più povertà, ma case più accessibili

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Secondo un recente rapporto Istat , l’ Italia nel 2024 vede tassi di povertà più elevati rispetto alla media europea . Il rischio di povertà colpisce il 18,9% della popolazione , cioè quasi 2 persone su 10, mentre nella media UE è del 16,2%. Questo significa che tante famiglie italiane faticheranno ad arrivare a fine mese o a soddisfare bisogni essenziali come l'alimentazione, la casa e l’istruzione. La povertà in Italia è influenzata da diversi fattori: la crisi economica degli ultimi anni, i salari bassi , la disoccupazione giovanile e l’aumento delle spese quotidiane . Questi elementi rendono più difficile uscire da una condizione di disagio economico e aumentano la disuguaglianza tra chi ha molto e chi ha poco , con un divario reddituale netto in Italia del 5,5% , più alto rispetto al 4,7% medio in Europa. Nonostante questa situazione difficile, ci sono aspetti positivi. La spesa per l’abit...

Retribuzioni 2025: salari reali sotto i livelli 2021

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Secondo i dati pubblicati dall’ Istat relativi al periodo luglio-settembre 2025 , le retribuzioni in termini reali restano ancora inferiori dell’8,8% rispetto ai livelli di gennaio 2021 . Il rapporto segnala che la crescita delle  retribuzioni orarie nominali è superiore al tasso di inflazione , indicando un recupero del potere d’acquisto dei lavoratori italiani rispetto ai mesi precedenti. Indice delle retribuzioni: crescita annua e stabilità mensile Nel terzo trimestre 2025 , le retribuzioni mostrano un rallentamento rispetto al trimestre precedente. L’ indice delle retribuzioni orarie risulta invariato da agosto a settembre , ma in aumento su base annua , con un miglioramento tendenziale tra settembre 2024 e settembre 2025 . Questo andamento suggerisce un equilibrio tra crescita salariale e contenimento dei prezzi , elemento positivo per la stabilità economica nazionale. Settori con i maggiori aumenti retri...

Istat: nel 2067 in pensione a 70 anni

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Secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato , riportate dall’ Istat , il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia in Italia subirà un progressivo aumento nei prossimi decenni. Dal 2050 , infatti, sarà necessario aver compiuto 68 anni e 11 mesi per andare in pensione, rispetto ai 67 anni attuali . La soglia continuerà a salire fino a toccare 70 anni nel 2067 , per uomini e donne . Lavoro e invecchiamento della popolazione L’ Istat , in un focus dedicato alle previsioni sulla forza lavoro , evidenzia come il progressivo innalzamento dell’età pensionabile si accompagni a un aumento della partecipazione al mercato del lavoro delle fasce di età più mature. Tra il 2024 e il 2050 , il tasso di attività delle persone tra i 55 e i 64 anni passerà dal 61% al 70% , segno di un cambiamento strutturale nella composizione della popolazione attiva. Le ragioni dell’aumento dell’e...

Lavoro irregolare in crescita nel 2023

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Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ Istat , nel 2023 le unità di lavoro irregolari in Italia sono state 3 milioni e 132 mila , con un aumento di 145 mila persone rispetto al 2022, pari a una crescita dell’ 11,3% . Il fenomeno riguarda sia i lavoratori dipendenti , cresciuti del 4,9% (+106 mila unità), sia i lavoratori indipendenti irregolari , aumentati di 39.500 persone (+4,8%). Economia non osservata in aumento: +7,5% in un anno Il valore complessivo dell’ economia non osservata – che comprende economia sommersa e attività illegali – ha raggiunto nel 2023 i 217,5 miliardi di euro , in aumento del 7,5% (+15,1 miliardi) rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul  PIL è salita dal 10,1% al 10,2% , segnalando un lieve ma costante incremento della parte di ricchezza prodotta fuori dai canali ufficiali. L’ economia sommersa (escludendo le attività illegali) ha raggiunto  198 m...

Povertà assoluta in Italia 2024: dati, cause e differenze sociali

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Secondo i dati Istat 2024 , in Italia vivono in povertà assoluta oltre 2,2 milioni di famiglie , pari all’ 8,4% dei nuclei residenti . In totale si contano 5,7 milioni di individui (il 9,8% dei residenti ). Rispetto al  2023 , la situazione appare stabile : le percentuali erano infatti 8,4% per le famiglie e 9,7% per gli individui. Dietro la stabilità numerica si nasconde un quadro complesso, segnato da crescenti disuguaglianze sociali ed economiche . Povertà tra italiani e stranieri: un divario crescente I dati Istat 2024 rivelano un forte divario tra famiglie italiane e famiglie straniere : Famiglie con almeno un componente straniero: 30,4% in povertà assoluta Famiglie composte solo da stranieri: 35,2% Famiglie di soli italiani: 6,2% Queste cifre mostrano che la povertà assoluta in Italia colpisce in modo sproporzionato i nuclei familiari stranieri , spesso penalizzati da lavori precari, bassi redditi e difficolt...

Lavoratori autonomi a rischio povertà

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In Italia , la questione della povertà e dell’ esclusione sociale continua a rappresentare un tema centrale nel dibattito economico e sociale. Secondo l’ultimo report dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre , che ha elaborato i dati Istat , emergono differenze significative tra le varie tipologie di famiglie, in base alla posizione lavorativa del capofamiglia.

Lavoro uccide più della mafia

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Il lavoro uccide più della mafia in Italia . Secondo un recente studio presentato dalla UIL , intitolato “ Il lavoro che uccide ”, il numero di morti sul lavoro in Italia tra il 1983 e il 2018 ha superato di gran lunga quello degli omicidi riferibili alla criminalità organizzata . I dati Istat indicano che, in questo periodo, gli omicidi legati alla criminalità organizzata sono stati 6.681 . In contrasto, i decessi sul lavoro , secondo l’ Inail , hanno superato le 55.000 unità , configurando una vera e propria “strage silenziosa”.

PIL pro-capite Nordovest doppio del Sud

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Nel 2022 , il PIL pro capite del Nordovest , pari a 40.900 euro, risulta circa il doppio rispetto a quello del Sud , che si attesta a 21.700 euro, secondo i dati dell’ Istat . Le distanze economiche tra il Sud e il resto dell’Italia si sono ulteriormente ampliate nel corso degli anni. Il valore medio nazionale del PIL pro capite nel 2022 è stato pari a 33.000 euro.

Record di occupazione ad aprile 2024

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Ad aprile 2024 , il numero di occupati in Italia è cresciuto notevolmente. Rispetto al mese precedente , sono stati registrati 84 mila nuovi occupati (+0,4%). Su base annua , c’è un aumento di 516 mila occupati , corrispondente a un incremento del 2,2% . Lo comunica l’ Istat .

Potere d’acquisto salari -4,5% in 10 anni

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In Italia un lavoro non ti protegge dal rischio povertà . Il potere d’acquisto dei salari lordi dei lavoratori dipendenti in Italia è diminuito del 4,5% negli ultimi 10 anni , tra il 2013 e il 2023. Questo dato emerge dall’ultima Relazione annuale dell’ Istat , presentata il 15 maggio 2024. Si tratta di una perdita significativa , che significa che i lavoratori possono comprare con le loro buste paga meno beni e servizi rispetto a 10 anni fa.

Rischio povertà in calo in Italia

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Rischio povertà in calo in Italia . Lo rivela l’ Istat . Nel 2023, il 22,8% della popolazione era a rischio povertà o esclusione società , in calo dell’1,6% rispetto al 2022. La quota di popolazione a rischio di povertà si attesta al 18,9%, in calo dell’1,2% rispetto all’anno precedente. In lieve aumento la popolazione in condizione di grave deprivazione materiale e sociale (4,7% rispetto al 4,5%).

Potere di acquisto famiglie ridotto dello 0,5% in Italia

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Il potere di acquisto delle famiglie si è ridotto dello 0,5% in Italia nel 2023. Il calo arriva nonostante l’ aumento del 4,7% del reddito disponibile , pari ad un incremento di 58,7 miliardi di euro. Lo rileva l’ Istat . Il potere d’acquisto si è ridotto a causa dell’inflazione, che ha eroso il valore reale dei guadagni.

In povertà assoluta 8,5% delle famiglie

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Nel 2023, le famiglie in povertà assoluta in Italia si attestano all’ 8,5% del totale delle famiglie residenti. Nel 2022 erano l’8,3%. È quello che emerge nelle stime preliminari su povertà assoluta e spese pubblicato dall’ Istat . Si tratta di circa 5,7 milioni di individui , cioè il 9,8% del totale . La quota è pressoché stabile rispetto al 9,7% del 2022.

Inflazione mangia ricchezza

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L’inflazione mangia la ricchezza delle famiglie in Italia . È quello che si evince da una nota di Istat e Bankitalia . Alla fine del 2022, la ricchezza netta delle famiglie è stata di 10.421 miliardi di euro, in calo dell’1,7% in termini nominali rispetto al 2021. Sono 177 mila euro pro capite. In termini reali, a causa dell’ inflazione , il calo è più consistente ed è pari al 12,5%.

Inflazione rallenta nel 2023 in Italia

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L’ inflazione in Italia ha registrato un forte rallentamento nel corso del 2023 , passando dall’8,1% del 2022 al 5,7% del 2023 . Lo comunica l’ Istat . Nel mese di dicembre 2023 , si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,7% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

322 omicidi in Italia nel 2022

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In Italia nel 2022 sono stati commessi 322 omicidi , il 6,2% in più rispetto all’anno precedente. Le vittime sono 126 donne e 196 uomini . È quello che emerge dal rapporto “Le vittime di omicidio – Anno 2022” pubblicato dall’ Istat . Il tas so di omicidi in Italia per 100 mila abitanti è di 0,55, ancora tra i più bassi dell’Unione Europea . Lussemburgo, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovenia e Malta hanno una cifra più bassa del nostro Paese.

Cresce povertà in Italia nel 2022

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Nel 2022 , in Italia , sono in povertà assoluta 2,18 milioni di famiglie , pari all’8,3% del totale, rispetto al 7,7% del 2021. Sono nella stessa condizione 5,6 milioni d’individui , passando dal 9,1% al 9,7%. Lo rileva l’ Istat . I dati sono drammatici, non degni di un paese civile.

Salari inferiori alla media UE di 3.700 euro

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L’ Italia è un paese in cui la povertà si trasmette di generazione in generazione e in cui le retribuzioni dei lavoratori sono cresciute meno della media europea negli ultimi dieci anni. Questo è il quadro che emerge dal rapporto annuale 2023 dell’Istat , presentato il 7 luglio 2023 a Palazzo Montecitorio.

Un italiano su quattro a rischio povertà o esclusione sociale

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Nel 2022 quasi un italiano su quattro era a rischio povertà o esclusione sociale in Italia . Lo rende noto l’ Istat nel report su reddito e condizioni di vita 2021-2022 . Le persone a rischio povertà sono il 24,4% . Sono circa 14 milioni 304 mila persone. Si tratta di persone che non hanno la capacità di acquistare beni e servizi essenziali per uno standard di vita accettabile. È una situazione preoccupante, soprattutto al Sud e tra le famiglie con reddito pensionistico o bassa intensità lavorativa .