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6 dicembre 2016

Istat: Il 28,7% dei residenti a rischio povertà

Il 28,7% dei residenti a rischio povertàNel 2014 si stima che il reddito netto medio annuo per famiglia sia di 29.472 euro. Considerando l’inflazione, il reddito medio resta stabile in termini reali rispetto al 2013. Ma dal 2009 il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto complessivamente del 12%. E’ quello che emerge dal rapporto Istat “Condizioni di vita e reddito”.

Nel 2015 si stima che il 28,7% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale ovvero, secondo la definizione adottata nell’ambito della Strategia Europa 2020, si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro. Si tratta di 17.469.000 persone. La quota è sostanzialmente stabile rispetto al 2014(era al 28,3%) a sintesi di un aumento degli individui a rischio di povertà(dal 19,4% a 19,9%) e del calo di quelli che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa(da 12,1% a 11,7%). Resta invece invariata stima di chi vive in famiglie gravemente deprivate(11,5%). Il valore italiano è molto superiore a quelli registrati in Francia(17,7%), Germania(20,0%) e Gran Bretagna(23,5%), e sostanzialmente allineato a quello della Spagna(28,6%).

Il rischio povertà o esclusione sociale aumenta nel Mezzogiorno, dove la quota è al 46,4%(era al 45,6% nel 2014). A livello nazionale si aggrava anche per coloro che vivono prevalentemente di reddito da lavoro, in concomitanza all’incremento della bassa intensità lavorativa(+0,6% per il reddito da lavoro dipendente e +0,7% per il reddito da lavoro autonomo). Tra coloro che vivono in famiglie con almeno un cittadino straniero il rischio di povertà o esclusione sociale è quasi il doppio(49,5%) rispetto a quello di chi vive in famiglie di soli italiani (26,3%). Cresce il divario fra ricchi e poveri: il 20% più povero percepisce il 7,7% del reddito equivalente totale, mentre il quinto più ricco detiene il 37,3% della ricchezza. Dal 2009 al 2014 il reddito in termini reali cala più per le famiglie appartenenti al 20% più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere.

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