Evasione fiscale: solo il 3,7% dei Sindaci italiani segnala irregolarità

La partecipazione dei Comuni italiani all’evasione fiscale è minima: solo il 3,7% segnala irregolarità. A Napoli recuperati 773 euro.

Il sindaco di Napoli Gaetano ManfrediNel 2023, il contributo dei Comuni italiani alla lotta all’evasione fiscale è stato di soli 6 milioni di euro, cifra considerata irrilevante rispetto ai 93 miliardi di euro annui stimati di evasione. Lo segnala la Cgia di Mestre, secondo cui molti pubblici ufficiali “si girano dall’altra parte”.

Solo il 3,7% dei Comuni italiani (296 su 7.900) ha segnalato casi di evasione fiscale all’Agenzia delle Entrate, sollevando dubbi sull’impegno delle amministrazioni locali nel recuperare risorse riguardanti Irpef, Ires, IVA e le imposte di registro/ipotecarie e catastali. Milano ha incassato la cifra più alta (397.991 euro) grazie alla segnalazione di evasione fiscale, seguita da Genova (381.871 euro), Prato (184.579 euro) e Lodi (157.435 euro). Alcuni Comuni del Sud, come Bari (1.776 euro), Palermo (1.373 euro), Napoli (773 euro) e Agrigento (267 euro), hanno ottenuto cifre minime o nulle, facendo presupporre una scarsa segnalazione di irregolarità fiscali. Molti Comuni non segnalano evasori per carenza di personale formato, mentre altri evitano di farlo per non compromettere il consenso politico locale. Il Sud Italia presenta alti tassi di irregolarità, con Calabria (17%) e Campania (14,2%) ai vertici per lavoro nero e Basilicata e Calabria con il 54,1% di edilizia abusiva. L’evasione fiscale e l’economia sommersa hanno impatti diretti sulle risorse disponibili per i comuni e i servizi pubblici.

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