Questa mattina(15 novembre) ad “Agorà” si è parlato delle consultazioni di Mario Monti. L’economista vorrebbe fare entrare nella compagine governativa anche esponenti politici, i partiti però si oppongono e auspicano un esecutivo esclusivamente tecnico. Ospiti in studio Felice Belisario(IDV), Beppe Fioroni(PD), Enrico La Loggia(PDL), Alessandro Cecchi Paone e l’economista Emiliano Brancaccio. In collegamento da Milano il “leghista” Gianluca Pini.
Dopo circa trenta minuti prende la parola Brancaccio. L’economista spiega il motivo per cui lo spread sta salendo nonostante non ci sia più Berlusconi. Brancaccio ha detto “E’ successo una cosa ieri, che non ha nulla a che vedere con il governo nazionale. I rappresentanti tedeschi all’interno della BCE hanno insistito sul fatto che la Banca Centrale Europea non è obbligata a comprare i titoli dei paesi in difficoltà. Non a caso stanno aumentando gli spread di tutti i paesi periferici, addirittura anche della Francia”. L’economista ha aggiunto “Qui c’è un problema all’interno della BCE. A me dispiace che i politici italiani con un eccesso di provincialismo si sentano un po’ sudditi della BCE, mentre invece bisognerebbe formulare una critica all’impianto generale”.
Brancaccio ha spiegato cosa porterà la politica della BCE. L’economista ha detto “Non ci apprestiamo ad attuare ulteriori manovre restrittive. Manovre che implicheranno tagli alla spesa, aumenti delle tasse e delle tariffe; quindi riduzione ulteriore delle capacità di spesa dei cittadini italiani. In questo scenario è chiaro quindi che noi tendiamo verso la recessione. Recessione significa meno domanda di merci, meno produzione, meno occupazione, meno redditi e quindi più difficoltà di rimborsi dei debiti, sia privati che pubblici. Quindi, contraddittoriamente le politiche dei sacrifici, che dovrebbero portarci fuori dalla crisi, possono fare l’esatto opposto”.














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