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3 settembre 2014

Renzi propone riforma Hartz come modello di lavoro?

Renzi propone il modello lavorativo tedescoSul lavoro la Germania è un nostro modello, non un nostro nemico”. E’ la dichiarazione fatta da Matteo Renzi durante la presentazione del programma 1000 giorni di governo. Ma come funziona in Germania il mercato del lavoro? I tedeschi hanno puntato tutto sulla riforma Hartz, messa in atto tra il 2003 e il 2005 sotto il governo del cancelliere Gerhard Schröder. La riforma è stata fatta da Peter Hartz, ex membro del consiglio d’amministrazione della Volkswagen. I risultati gli danno ragione.

La disoccupazione è passata dal 10,4% di luglio 2003 al 4,4% di luglio 2014, ma non sono tutte rose e fiori. La parola d’ordine della riforma Hartz è flessibilità. La Germania ha modificato il suo welfare attraverso sussidi di disoccupazione universali, estesi cioè a tutti, purché si dimostri di essere in ricerca attiva di lavoro. Ogni offerta è da considerarsi accettabile, comprese quelle a un euro all’ora. Il motivo? In caso di rifiuto, viene decurtata progressivamente l’indennità di disoccupazione. Per questo motivo molti accettano retribuzioni al di sotto del contratto di lavoro e delle retribuzioni adeguate alla regione per non perdere l’indennità. C’è anche l’obbligo di accettare lavori occasionali e rapporti di lavoro non assicurati, che vengono considerati lavori socialmente utili e aggiuntivi.

Il successo occupazionale in Germania è dovuto soprattutto ai Mini-Jobs con retribuzioni fino a 400 euro al mese che non danno diritto alla pensione e nemmeno all’assicurazione sanitaria. Questo tipo di contratto è molto conveniente per l’azienda perché è poco tassato. La riforma Hartz ha introdotto anche buoni per la formazione, oltre ai job center e agenzie interinali.  La cancellazione di diritti e l’abbassamento dei salari ha fatto diventare la Germania il secondo esportatore mondiale dopo la Cina. Ma questo dato è dovuto anche all’euro, una moneta debole per l’economia tedesca. La ricetta tedesca ha indebolito i consumi, al punto da spingere i partner UE e gli Stati Uniti a chiedere a Berlino di sostenere la domanda interna pagando di più il lavoro. Conclusioni? In Germania ci sono condizioni da Far West e si pagano stipendi da fame. La riforma Hartz è da prendere come modello anche in Italia?

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