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3 ottobre 2017

Il lavoro creato da Renzi

Matteo Renzi“Sono usciti oggi i nuovi dati Istat sul lavoro. E i risultati sono chiari: continua a scendere la disoccupazione, continua a crescere il numero dei posti di lavoro. Non dateci ragione per il passato, dateci ascolto per il futuro”. E’ quello che ha scritto ieri(2 ottobre) il segretario del PD Matteo Renzi su Facebook. Cosa dicono i dati Istat?

Ad agosto gli occupati sono aumentati di 36 mila unità rispetto a luglio, mentre i disoccupati sono calati di 42 mila unità. La crescita dell’occupazione è dovuta esclusivamente dall’aumento dei dipendenti a termine. C’è da dire, inoltre, che l’Istat considera occupato anche chi ha lavorato una sola ora nella settimana di riferimento e perfino chi ha lavorato almeno per un’ora presso la ditta di un familiare senza essere retribuito. Già questo dato dovrebbe far riflettere. Ma andiamo avanti. La crescita dell’occupazione e la diminuzione della disoccupazione interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Questo dato nessuno lo menziona. La classe d’età dei 35-49enni è esclusa dal mercato del lavoro e difficilmente una persona troverà un’occupazione nell’ultimo trimestre dell’anno e nel 2018. La politica dei bonus fatta da Renzi e company falsifica il mercato del lavoro. Il motivo? L’azienda, infatti, ha tutto l’interesse ad assumere persone che rientrano nella fascia d’età dove sono previsti sgravi fiscali.

Che tipo di lavoro è stato creato?

Tutti menzionano l’aumento dell’occupazione ma nessuno parla della “qualità” del lavoro. Il quotidiano “Il Tirreno Toscano” ha chiesto ai suoi lettori di segnalare come sono cambiate le condizioni del lavoro stagionale in quella regione, specie nel settore turistico-alberghiero. E’ uscito fuori un quadro desolante. Tuttofare di ristoranti che lavorano 70 ore a settimana per 3 euro l’ora senza nemmeno un giorno libero; guardiani notturni di stabilimenti balneari assunti per 15 giorni a 280 euro complessivi; straordinari in hotel pagati 50 centesimi l’ora; cuoche che per 564 euro fanno 120 ore al mese; assunti con contratti da 4 ore al giorno per lavorarne poi 14 o 16; “tirocinanti” a 500 euro al mese; cameriere pagate 2 euro per ogni stanza pulita, quindi immerse in un corsa disperata e continua contro il casino lasciato dai clienti; addette alla pulizia di una banca assunte per 30 minuti al giorno, busta paga alla fine del mese di 60 euro.

L’ex premier Renzi ha introdotto lo schiavismo in Italia con il Jobs Act. Ormai c’è la diffusione del mito farlocco e ideologico secondo cui maggiore flessibilità produce più posti di lavoro. Un altro danno fatto dal renzismo è stata l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro. Multinazionali come McDonalds, Ibm e Bosch hanno usato gli studenti come manodopera a costo zero. L’Unione degli studenti ha fatto un questionario sui progetti nelle scuole. E’ emerso che il 46% ha dovuto sostenere delle spese per partecipare all’alternanza scuola-lavoro(attinenti ai trasporti non rimborsati, al costo della partecipazione in alcuni progetti), il 63% ha svolto percorsi non inerenti al proprio indirizzo di studi, il 38% ritiene che siano stati negati diritti che dovrebbero essere garantiti. Il renzismo vuole abituare le nuovi generazioni a lavorare senza compenso e senza diritti. Il 13 ottobre l’Unione degli studenti annuncia lo sciopero dall’alternanza scuola-lavoro.

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