Ricerca personalizzata

Archivio

Followers

2 dicembre 2014

La balla di Renzi sulla riduzione delle tasse

Matteo Renzi“La differenza tra la finanziaria 2014 e quella 2015 è che ci sono 18 miliardi di tasse in meno. Tutto qui”. Questo è il tweet di Matteo Renzi del 15 ottobre 2014. E’ vero che il premier gelataio ha ridotto le tasse? No. Basta andare a leggere il Documento di Economia e Finanza 2014 del 30 settembre 2014.

Le entrate fiscali passeranno dai 786,070 miliardi di quest’anno ai  796,349 miliardi di euro del 2015. L’aumento è di 10,279 miliardi di euro. Le entrate fiscali aumenteranno anche nel 2016(816,635), 2017(833,776) e 2018(854,399). Parliamo di un incremento di 58 miliardi di euro di tasse in più in cinque anni. Di pari passo aumenterà anche la spesa pubblica, che passerà dai 835,281 miliardi del 2014 ai 867,958 miliardi di euro del 2018. La pressione fiscale crescerà Conto della PA a legislazione vigente(clicca per ingrandire)dal 43,3% del 2014 al 43,6% del 2016 per tornare al livello del 2014 nel 2018. Ma non finisce qui. L’articolo 15 della Legge di Stabilità 2015 prevede una clausola di salvaguardia.

Nel testo c’è scritto che ci sarà l’aumento dell’IVA se non verranno rispettati i saldi di bilancio. L’aliquota passerà dal 22% al 24% nel 2016, poi al 25% l’anno successivo e al 25,5% nel 2018. La balla di Renzi sulle tasse è stata smascherata anche da Claudio Borghi a “Otto e Mezzo”(video). L’economista ha parlato pure della bolla dello spread: “Ai mercati della nostra politica non gliene frega niente. Possiamo anche mettere Paperino come premier e lo spread non si muoverebbe di una virgola finché ad un certo punto la Banca Centrale Europea non dicesse: ‘io non garantisco il debito’”.

Allegato: DEF 2014

Nessun commento:
Write commenti

I commenti non inerenti al post, pieni di spam o diffamatori verranno cancellati senza ulteriori avvisi.

Iscriviti alla Newsletter

Ricerca personalizzata