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2 luglio 2016

Deutsche Bank rischia di generare una nuova crisi?

Deutsche Bank“Mio nonno dice che fine crisi è solo avvio di nuova crisi”, questo è quello che dice un migrante ad un povero italiano nel film “Il ricco, il povero e il maggiordomo”. Mai profezia fu più azzeccata. Un’altra banca rischia di far crollare nuovamente l’economia globale.

Nel 2008 fu il fallimento di Lehman Brothers ad innescare una bomba ad orologeria che ha cambiato il tenore di vita di tanti cittadini. La banca americana chiuse i battenti con 613 miliardi di dollari di debiti bancari e 155 miliardi di dollari di debiti obbligazionari. Questa volta la minaccia arriva dalla Germania. Il titolo Deutsche Bank è sceso ieri(1 luglio) fino a 12,05 euro, il minimo degli ultimi trent’anni, per poi risalire a 12,33 con una perdita giornaliera del 2,7%. Nell’ultimo anno le azioni del gruppo creditizio di Francoforte hanno perso il 54%. Come mai?

L'andamento del titolo Deutsche Bank nell'ultimo anno

Il gruppo bancario tedesco ha chiuso il 2015 con perdite per 6,8 miliardi di euro. A pesare sono i problemi con le autorità di vigilanza, dopo la lunga serie di scandali finanziari in cui è stato coinvolta Deutsche Bank negli ultimi anni in diverse giurisdizioni e che lo hanno portata a essere la banca globale che ha pagato di più in multe e accordi stragiudiziali. Ma il vero problema è un altro. Deutsche Bank è un gruppo molto attivo nel business dei derivati. Da anni tiene a bilancio ingenti quantità di titoli tossici classificati di livello 3, ossia strumenti finanziari a cui non si riesce a dare un prezzo perché non trattati sui mercati e non equiparabili ad altri prodotti simili che invece lo sono.

A quel punto è la stessa banca a decidere, attraverso dei modelli interni e con ampio margine di discrezionalità, quale valore attribuire a questi titoli. Nella serata di mercoledì(29 giugno), la Fed ha pubblicato i risultati dei suoi stress test, nei quali Deutsche Bank è stata bocciata, per il secondo anno consecutivo, insieme alla spagnola Santander. A rendere vulnerabile l’istituto tedesco è proprio la colossale esposizione a derivati, stimata dalla Banca dei Regolamenti Internazionali come superiore a 50 mila miliardi di dollari. Una cifra pari a duemila volte la capitalizzazione di mercato dell’istituto e circa quindici volte il PIL della Germania. Deutsche Bank è l’istituto che risulta la maggiore fonte potenziale al mondo di choc esterni per il sistema finanziario. Non lo penso io, ma il Fondo Monetario Internazionale. Ci saranno altri anni di lacrime e sangue?

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