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8 agosto 2016

Caos migranti a Ventimiglia

MigrantiVentimigliaE’ di nuovo emergenza migranti a Ventimiglia. Il numero degli ospiti del Parco Roja è aumentato sensibilmente negli ultimi giorni: erano circa 250 ora sono 490 i migranti. 140 migranti hanno forzato la frontiera con la Francia venerdì scorso(5 agosto), ma sono stati ripresi e accompagnati nei centri del Sud Italia per essere identificati ed espulsi.

A creare confusione ci hanno pensato i No Borders, un gruppo di manifestanti scesi in strada per sostenere i migranti che vogliono passare il confine con la Francia. Questi tizi dovrebbe protestare a Bruxelles invece di far casino a Ventimiglia. Il motivo? Il caos migranti è causato dal Trattato di Dublino, che obbliga un rifugiato a rimanere nel primo Paese di arrivo. Questo significa che se arrivano in Italia per ragioni geografiche di vicinanza all’Africa devono rimanere nel nostro Paese anche se non vogliono. La rotta del Mediterraneo è tornata nuovamente di moda dopo la chiusura della rotta dei Balcani, pretesa da Germania e Austria. La Turchia ha ricevuto 3 miliardi di euro dall’UE per fare il lavoro sporco, ovvero fermare i migranti in qualsiasi modo. L’Italia ha contribuito con 300 milioni di euro. Si può essere così fessi?

A Ventimiglia ci sono stati scontri tra la polizia e attivisti. Un poliziotto è morto d’infarto durante i tafferugli con una quarantina di attivisti No Borders. “Il nostro collega non è stato ucciso da un infarto ma dall’indifferenza di un Governo che non merita la dedizione di donne e uomini trattati come schiavi”. Così il segretario Coisp, Franco Maccari. I livelli di tensione e stress del lavoro di poliziotto sono ben noti, e in zone come Ventimiglia si raggiungono livelli di stanchezza e di sfruttamento inimmaginabili. Maccari ha detto: “Morire di infarto è il minimo che ti può capitare se porti la divisa”. Ma è mai possibile che dobbiamo utilizzare i poliziotti come badanti dei migranti? Il sistema di accoglienza italiano è al collasso. Perché il problema non viene risolto? La risposta è ovvia. I profughi arrivano nel nostro Paese perché sono un business: gli scafisti da una parte, e i centri accoglienza dall’altra. Se nessuno ci guadagnasse da questa situazione, il problema finirebbe immediatamente.

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