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11 agosto 2016

Il ricatto di Renzi: 500 milioni ai poveri se vince il Sì al referendum

Matteo Renzi“Se il referendum passa, i 500 milioni di euro risparmiati sui costi della politica pensate che bello metterli sul fondo della povertà e darli ai nostri concittadini che non ce la fanno”. Questo è quello che ha detto il premier Matteo Renzi alla Festa dell’Unità di Bosco Albergati. Ormai i renziani del Partito Democratico dicono di tutto per convincere gli italiani a votare Sì al referendum costituzionale.

Quella di Renzi è una compravendita di voti legalizzata, cosa già fatta alle Europee 2014 con i famosi 80 euro, ma in questo caso si tratta di una vera e propria bufala. Il motivo? Non è quantificabile il risparmio garantito dall’eventuale vittoria del Sì al referendum costituzionale. Un documento elaborato dalla Ragioneria generale dello Stato ha stimato una riduzione di spese di 57,7 milioni di euro tra riforma del Senato della Repubblica(49 milioni) e soppressione del Cnel(8,7 milioni). Riguardo il superamento delle Province nella nota della Ragioneria si legge che i risparmi di spesa “non sono allo stato quantificabili” e che lo saranno “solo a completa attuazione” della legge di riordino delle città metropolitane, Province, unioni e fusioni di comuni. Dove esce fuori la cifra di 500 milioni di euro?

Il ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, rispondendo l’8 giugno scorso a un’interrogazione parlamentare presentata da SEL, ha detto che i risparmi previsti ammontano a un totale di 490 milioni di euro all’anno: 150 milioni dal Senato, 320 milioni dal superamento delle province e 20 milioni dalla soppressione del Cnel. 112,3 milioni di euro in più rispetto al risparmio “noto” riferito dalla Ragioneria generale dello Stato. Il premier Renzi vorrebbe utilizzare i “presunti” 500 milioni(10 in più di quanto detto dalla Boschi) per finanziare il fondo della povertà, portandolo da 700 milioni attuali a 1,2 miliardi di euro. Elemosinare una riforma barattandola con il fondo della povertà fa venire in mente tutto ma non un presidente del consiglio. Con questa andazzo si rischia di mandare la gente a votare senza fare informazione. Un popolo ignorante è facilmente manipolabile.

"Ho provato a leggere e rileggere ma chi ci capisce niente. Voto SI, tanto non ci ho capito mai nulla". Questo è quello che ha detto un elettore di Matteo Renzi alla Festa dell'Unità. Abolizione del suffragio universale.

Pubblicato da Maxso Magazine su Martedì 9 agosto 2016

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