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13 ottobre 2016

Messaggeri dell’oscurità

Messaggeri dell’oscuritàMessaggeri dell’oscurità” è un libro di Alicia Gimenéz-Bartlett e pubblicato da Sellerio. L’autrice è nata a Almansa nel 1951. Si è laureata in letteratura e filologia moderna all’Università di Valencia e, una volta conseguito il dottorato in letteratura all’Università di Barcellona, ha insegnato per tredici anni letteratura spagnola. “Messaggeri dell’oscurità” arriva in libreria nel 1999 ed è la decima opera della scrittrice spagnola.

Questo libro è il terzo con protagonista l’ispettore di polizia Petra Delicado. Il caso di “Messaggeri dell'oscurità” parte da una serie di lugubri reperti che arrivano per posta, frutto di orrende mutilazioni. Tutto ha inizio con l’apparizione in un programma televisivo dell’ispettore Delicado. La popolarità della donna tocca l’apice e viene presa di mira da un anonimo che gli invia per posta un pacchetto contenente un pene conservato nella formalina e, come evidenziato dalle analisi, reciso di recente con ottima tecnica chirurgica. Nei giorni successivi arrivano altri pacchi contenenti lo stesso “regalo”. Il problema è che le prime indagini di Petra e del suo vice Fermín Garzòn non portano alla scoperta di alcun cadavere. La scintilla che scatenerà il processo di risoluzione del caso sarà un piccolo frammento di pietra che proviene da una cava. Un passo dietro l’altro Petra e Garzón si inoltrano nell’imbuto di un mondo più complesso e inquietante. Che lancia i suoi messaggi dall’inferno della storia.

La trama è originale e spassosa. Nonostante pennellate di umorismo qua e là, il romanzo prosegue in un crescendo di drammaticità, che coglie di sorpresa , tiene col fiato sospeso e con una dannata curiosità di vedere come va a finire. Il viaggio in Russia, le vicende amorose della Delicado e la sua filosofia di vita “slow”, l’indagine su aspetti sconosciuti della società contemporanea ci fanno affezionare e contribuiscono al successo del libro. La cosa che mi piace di questo libro è il rapporto tra Petra e Fermin. Quando sono insieme sono sempre divertenti, anche quando devono trattare i casi più seri. Spassose anche le fantastiche canzoni di Fermin sui peni. Conclusioni? Nonostante l’argomento trattato, questa straordinaria autrice spagnola costruisce una storia ironica, profonda ed appassionante. Una frase mi ha colpito, fra le tante: “Vivere è una perdita continua, finché alla fine si perde tutto”.

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