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19 novembre 2016

Cgia: Da lavoro nero -36,9 miliardi a Stato

Da lavoro nero -36,9 miliardi a Stato I lavoratori in nero presenti in Italia sono oltre 3 milioni e producono 77,2 miliardi di euro  di PIL irregolare all’anno, pari al 4,8% del PIL nazionale. Sono stime della Cgia di Mestre su dati 2014. Una vera e propria piaga, che sottrae alle casse dello Stato 36,9 miliardi di euro fra tasse e contributi.

La Regione più colpita è la Calabria, con un’incidenza del lavoro irregolare sul PIL pari all’8,7%. Seguono Campania(8,4%), Sicilia(7,8%), Puglia(6,7%) e Abruzzo(6%). Le Regioni più “regolari” sono Trentino Alto Adige(3,6%), Valle d’Aosta(3,4%) e Veneto(3,3%). Secondo i dati del ministero dell’Economia si stima che le imposte evase in Italia ammontino complessivamente a 108,7 miliardi di euro, di cui 98,3 di mancate entrate tributarie e altri 10,4 di contributi previdenziali non versati. Nei 108,7 miliardi sono inclusi anche i 36,9 miliardi che sono riconducibili al lavoro nero. Il valore aggiunto “prodotto” dal sommerso economico nel 2014 è stato stimato dall’Istat in 194,4 miliardi di euro, pari al 12,0% del PIL nazionale. Tale importo sale a 211,3 miliardi se si considerano anche le attività illegali(prostituzione, traffico stupefacenti e contrabbando di sigarette).

Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, ha dichiarato: “Con la crisi l’economia da lavoro irregolare ha subito una forte impennata. Tra il 2011 e il 2014 il valore aggiunto generato da questo settore è salito dell’8,5%”. Il lavoro in nero coinvolge 1.269.500 persone al Sud, 707.900 a Nordovest, 644.400 al Centro e 483.200 a Nordest. Il segbretario della Cgia, Renato Mason, ha detto: “Con troppe tasse e un sistema burocratico e normativo eccessivo l’economia irregolare ha trovato un habitat ideale per espandersi. Inoltre, chi opera completamente o parzialmente in nero fa concorrenza sleale, altera le più elementari norme di democrazia economica nei confronti di chi lavora alla luce del sole ed è costretto a pagare tutte le tasse e i contributi fino all’ultimo centesimo. Anche per questo è necessario che il lavoro nero venga contrastato e perseguito”.

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