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25 novembre 2016

Laura Boldrini dichiara guerra al web nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Laura BolrdiniSi celebra oggi(25 novembre) in tutto il mondo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nei primi 10 mesi del 2016 sono state uccise 116 donne, il 3,3% in meno rispetto alle 120 dello stesso periodo del 2015. Ogni tre giorni si verifica un femminicidio. Sono alcuni dei dati del report Eures “Caratteristiche, dinamiche e profili di rischio del femminicidio in Italia”.

Dai dati emerge che il 53,4% dei femminicidi si è registrato al Nord e il 75,9% in ambito familiare. L’età media delle vittime è di 50,8 anni, l’arma da taglio è quella più usata(una volta su 3). A uccidere, nel 92,5% dei casi, sono uomini. Tra gli 88 femminicidi familiari consumati tra gennaio ed ottobre, il 69,7% è avvenuto all’interno di un rapporto di coppia: 43 donne sono state uccise dal coniuge o convivente; 15 da un ex coniuge o ex partner e 2 da un partner o amante non convivente. Tra le altre figure familiari, quelle più a rischio sono le madri, con 14 vittime, pari al 16,3% del totale, nel 2016, seguite, con ampi scarti, dalle figlie(5 vittime). E il movente? Per i delitti familiari, la conflittualità quotidiana rappresenta il 31,7% mentre quello passionale è il 29,3%. Il 2000 rimane l’anno con il maggior numero di femminicidi con 199 donne uccise. La presidente della Camera Laura Boldrini ha deciso di farsi notare anche nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

La fondamentalista femminista ha pubblicato su Facebook un post(vedi allegato) in cui mostra i nomi di chi l’ha offesa sul web. “Nella giornata contro la violenza sulle donne vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente e inaccettabile: l’utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale”. Inizia così lo sproloquio della Boldrini. Nei successivi paragrafi la femminista spiega i motivi per cui ha pubblicato il discusso post. La Boldrini conclude il piagnisteo con una domanda: “Leggete questi commenti e ditemi: questa si può definire libertà di espressione?”. La risposta è no. Gli insulti e le minacce non sono libertà d’espressione, ma reati. Bastava presentare una denuncia alla polizia postale per dare una “lezione” ai leoni da tastiera, ma in questo modo non ci sarebbe stata visibilità mediatica. Vero Laura Boldrini? Non vorrei che questa polemica servisse per spianare la strada a una legge bavaglio contro il web.

Nella giornata contro la violenza sulle donne vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente...

Pubblicato da Laura Boldrini su Giovedì 24 novembre 2016

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