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27 maggio 2017

L’abolizione e il ritorno dei voucher. La magia del PD

Il ritorno dei voucherI voucher sono stati cancellati con un decreto legge dal governo Gentiloni per evitare il referendum proposto dalla CGIL. L’introduzione dei voucher aveva lo scopo di far emergere il lavoro nero, invece sembra quasi che lo avesse legalizzato. Multinazionali, aziende e famiglie, tutti hanno fatto ricorso ai buoni lavoro per stare in regola solo sulla carta.

La mossa del governo è servita per annullare il referendum in programma il 28 maggio 2017. I voucher non ci sono più, ma torneranno con un altro nome grazie al Partito Democratico. Un emendamento introduce un nuovo strumento sia per le famiglie, con il “Libretto famiglia”, sia per le aziende, con il “Contratto di prestazione occasionale”. Resta il limite alle microimprese sotto i 5 dipendenti, salvo per l’agricoltura, e confermati i tetti ai compensi a 5 mila euro e non più di 2.500 dal medesimo datore di lavoro. Nel caso in cui il lavoratore superi le 280 ore, scatterà l’assunzione a tempo indeterminato. Anche la Pubblica Amministrazione potrà ricorrere alle prestazioni occasionali, ma in casi eccezionali. Più alto il valore del voucher, che passa dai 7,50 euro netti a 9 euro l’ora, con 33% di quota contributiva. Quelli per le famiglie varranno 10 euro, cui si sommano altri 2 per contributi e assicurazione. La gestione dei voucher sarà affidata interamente all’Inps.

La ministra per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha dichiarato: “I voucher sono stati cancellati con un decreto legge di questo governo e non torneranno. Chi sostiene il contrario, non dice la verità. Con la conseguenza aggravante a suo carico di voler lasciare nell’illegalità quelle tante piccole prestazioni di lavoro occasionale di modesta entità economica, che oggi non trovano alcuna tutela nel nostro ordinamento”. Peccato che non tutti gli italiani sono stupidi, il PD ha fatto una vera e propria magia con i voucher. La CGIL è pronta ad una nuova battaglia. Susanna Camusso ha detto: “Ribadiamo che se si dovesse fare la scelta di reintrodurre i voucher, noi ricorreremo alla Corte Costituzionale. Siamo davanti a una evidente lesione della Carta, violando le prerogative democratiche del Paese. Una sottrazione del potere di decisione dei cittadini che Carta e Corte riconoscono”.

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