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17 maggio 2017

Istat: Esplodono disuguaglianze sociali in Italia

Italia ancora maglia nera in Ue per i Neet“La disuguaglianza sociale non è più solo distanza tra le diverse classi, ma la composizione stessa delle classi e la crescente complessità del mondo del lavoro ha fatto aumentare le diversità non solo tra professioni ma anche tra gli stessi ruoli professionali”. E’ quello che c’è scritto nel Rapporto Annuale 2017 dell’Istat.

Diminuisce la popolazione in Italia e invecchia sempre di più. Al 1° gennaio 2017 sono 60,6 milioni i residenti(-86 mila sul 2016) e gli over 64 sono 165,2 ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Nel 2016 la speranza di vita alla nascita ha raggiunto 80,6 anni per gli uomini e 85,1 anni per le donne. Gli over 65 hanno raggiunto il 22%, il livello più alto in UE. Rallenta l’aumento dei cittadini stranieri residenti. Al 1° gennaio 2017 sono stimati essere poco più di 5 milioni, ovvero l’8,3% dei residenti, con una netta prevalenza al Centro-nord. Nel 2016 si registra un nuovo minimo delle nascite. Il minimo osservato nel 2015 per le nascite(486 mila) risulta superato dal nuovo record del 2016(474 mila). Il tasso di fecondità totale scende a 1,34 figli per donna. Le donne straniere hanno in media 1,95 figli, le italiane 1,27. I decessi sono 608 mila, un livello elevato ma in linea con la tendenza all’aumento dovuta all’invecchiamento della popolazione. Il saldo naturale registra nel 2016 un valore negativo(-134 mila), il secondo maggior calo di sempre, dopo quello del 2015(-162 mila).

Risale l’indicatore di grave deprivazione materiale, che nel 2016 è 11,9%. In difficoltà soprattutto le famiglie di stranieri, con disoccupati, oppure occupazione part-time, specialmente con figli minori. Sono 3 milioni 590 mila le famiglie senza redditi da lavoro(13,9% del totale). Il 28,7% della popolazione è a rischio di povertà o esclusione, la quota quasi raddoppia nelle famiglie con almeno un  cittadino straniero. Il 68,1% degli under 35 vive a casa con i genitori, si tratta di 8,6 milioni di individui. I gruppi sociali più numerosi sono le famiglie di impiegati(4.582) e quelle di operai in pensione(5.852). Quasi il 40% delle famiglie ha come riferimento un inattivo o un disoccupato, oppure una persona che lavora ma con bassa retribuzioni. L’Italia è ancora maglia nera nella UE anche per i Neet: 2,2 milioni nel 2016, con un’incidenza del 24,3%. Nel 2016 se si sommano i disoccupati e le forze di lavoro potenziali, le persone che vorrebbero lavorare ammontano a poco meno di 6,4 milioni.

Per ulteriori info: Rapporto annuale 2017

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