Un governo di larghe intese?
Nei giorni scorsi è venuto alla ribalta un progetto occulto ideato dal leader dell’UDC Pierferdinando Casini.
Lo genero di Caltagirone è stato a cena in casa del giornalista Bruno Vespa con Silvio Berlusconi, Gianni Letta e il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Il premier e Casini hanno parlato di politica.
Dalla “sacra” cena del “vespone nazionale” è uscita fuori un’idea tipica del “pagnottismo” italiano. Pur di aver qualche poltrona e per salvaguardare gli interessi del genero, Casini propone di realizzare un governo di grande intese.
Una persona sana di mente sarebbe favorevole ad una cosa simile solo se Berlusconi fosse mandato in pensione. Invece, il leader dell’UDV propone un governo di responsabilità nazionale guidato sempre da Berlusconi. Casini giustifica la cosa dicendo “non è possibile avanzare veti su Silvio Berlusconi perché ha vinto lui le elezioni”. Ma cosa cambierebbe?
In pratica non cambierebbe nulla. In Italia rimarrebbe il conflitto di interesse di Silvio Berlusconi. Molti sottovalutano questa cosa. La gente deve capire che con Berlusconi lo sviluppo in Italia non ci sarà mai. Quest’uomo è troppo impegnato a salvaguardare gli interessi delle proprie aziende a scapito di quelli del paese. In conclusione, sono favorevole al governo di larghe intese ma con Berlusconi “spedito” lontano dall’Italia o più semplicemente fuori dalla politica…
Il "progetto" Sinfam sembra interessante...
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