La storia di corruzione per salvare il premier
Da alcuni mesi(ma forse anni) l’Italia è immobilizzata dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi da Arcore. Il “plagiamento” di massa è aumentato da quando il premier è indagato per prostituzione minorile nel il “caso Ruby”.
Per risolvere la questione bastava che qualcuno dello staff avesse consigliato al premier di legalizzare(e quindi tassare) la prostituzione. Invece, le “menti geniali” che ruotano intorno a Berlusconi hanno pensato di tutto pur di salvare il “culo flaccido”, tranne l’unica cosa “saggia”.
Il 22 gennaio 2011 l’ex avvocato di Berlusconi, Gaetano Pecorella, propone di abbassare per legge il limite della maggiore età, portandolo da 18 a 16 anni. In questo modo, la marocchina Ruby sarebbe diventata maggiorenne con una “magia” degna del miglior Giucas Casella. La cosa era improponibile. Così i “berlusconini” hanno iniziato la “campagna” delle cene innocenti. I legali del premier hanno portato avanti anche la tesi che Ruby era già maggiorenne.
Oggi(10 marzo), il quotidiano “Il Fatto Quotidiano” riporta una notizia che se fosse confermata sarebbe gravissima. Il 7 febbraio 2011 due italiani sono andati all’anagrafe di Fkih Ben Salah per falsificare il certificato di nascita di Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby. In pratica, questi due “emissari” volevano “anticipare” di due anni la data di nascita della marocchina per renderla maggiorenne e salvare così Berlusconi dall’accusa di prostituzione minorile. La storia è stata raccontata da Fatima, funzionaria dell’anagrafe di Fkih Ben Salah.
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