Cota rischia di perdere la poltrona di governatore?
Non c’è pace per il governatore del Piemonte Roberto Cota. La sua poltrona è sempre in bilico. Nel luglio del 2010 il Tar del Piemonte dispose il riconteggio dei voti relativi alle liste “Al centro con Scanderebech” e “Consumatori”. Il “leghista” fu salvato tre mesi dopo dal Consiglio di Stato. La questione sembrava chiusa. Invece, una sentenza del Tribunale di Torino rischia di mettere tutto in bilico.
Il consigliere regionale Michele Giovine(eletto nella lista “Pensionati per Cota”) e suo padre Carlo Giovine sono stati condannati rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e 2 anni e 2 mesi nel caso delle firme false per l’accettazione delle candidature alle scorse elezioni in Piemonte. I voti di questa lista hanno permesso a Cota di superare la presidente uscente, Mercedes Bresso.
Alessandro Santangelo, giudice del Tribunale di Torino, ha dichiarato false tutte le 17 firme disponendo l’interdizione dai pubblici uffici di Giovine senior per un anno e sei mesi e di Michele per due anni. Inoltre, il consigliere regionale è stato anche privato dei diritti elettorali per cinque anni.
La Bresso ha dichiarato “È stata riconosciuta la falsità di una lista determinante per la vittoria delle ultime elezioni regionali. Si è accertato che le elezioni sono state falsate e vinte con la frode. Mi auguro che l’intero procedimento giudiziario faccia coincidere il diritto con la realtà politica”. Ma perché Cota rischia? Alle regionali del 2010 Cota ha sconfitto la Bresso per una differenza di 9.372 voti. La lista “Pensionati per Cota” ha ottenuto 15.765 preferenze.
Paolo Davico Bonino, avvocato dell’ex governatore del Piemonte, ha affermato “Avrebbe vinto la Bresso”. Il 6 ottobre 2011 la Corte costituzionale dovrà decidere se il giudice amministrativo e il Consiglio di Stato hanno la competenza per deliberare sull’esito elettorale. In caso positivo, una volta acquisite le carte del processo penale, i giudici amministrativi potranno andare a sentenza in due mesi, stabilire se invalidare le elezioni, assegnare la vittoria della Bresso o mandare i piemontesi alle urne di nuovo.
Per ulteriori info: Il Fatto Quotidiano
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