Il governo chiederà il voto di fiducia sul DDL Intercettazioni?
Clima rovente alla Camera. Lo scontro tra la maggioranza e le opposizioni sul DDL Intercettazioni è frontale. Le minoranze attaccano il provvedimento come una “nuova legge ad personam” in favore di Silvio Berlusconi(e di chi sennò?). Molti dicono che si tratta di una “legge bavaglio” contro l’informazione.
Il centro-destra sostiene che le limitazioni non riguardano i reati di mafia e altri atti di grave allarme sociale. L’obiettivo è di cancellare “la gogna mediatica” impedendo che i processi si svolgano sui giornali e tv. La discussione a Montecitorio è finita questa mattina(6 ottobre) e proseguirà mercoledì prossimo. Il governo sembra orientato a chiedere l’ennesimo voto di fiducia sul DDL Intercettazioni. La conferma arriva da Massimo Corsaro, vicecapogruppo del PDL a Montecitorio.
Pier Luigi Bersani ha dichiarato “Con tutti i problemi che abbiamo,essere qui a discutere di intercettazioni è piuttosto avvilente. Dopodiché non se ne riesce a discutere neppure in maniera razionale, perché ci sono colpi di mano della maggioranza”. Il segretario del PD ha aggiunto “Le intercettazioni telefoniche sono un problema che va affrontato, ma le ricette sono totalmente sbagliate”. E questo sarebbe l’alternativa a Berlusconi? Poveri noi.
Ma cosa hanno in mente i “pidiellini” con il DDL Intercettazioni? Il “mistero” è stato svelato dall’onorevole Maurizio Paniz nel programma radiofonico “24 Mattino”(video). Paniz ha dichiarato “Il giornalista che pubblica ciò che non può pubblicare dovrebbe subire una sanzione penale, il carcere magari è un percorso più lungo. Ci vorrebbe una sanzione da 15 giorni a un anno, poi il giudice graduerà a seconda della violazione, vedrà se sono possibili riti alternativi, pene pecuniarie o multe o se il giornalista debba andare in carcere”. Secondo voi chi ci guadagna dalla nuova legge? Semplice. Gli avvocati.
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