Wikipedia chiude per il DDL Intercettazioni
Ormai ci siamo. Domani(5 ottobre) i politicanti si riuniranno per affrontare uno dei “problemi” più gravi del nostro paese. Di cosa si occuperanno? Lavoro o economia? Niente di tutto questo. Alla Camera arriva per l’ennesima volta il DDL Intercettazioni.
Nel testo c’è il comma 29 dell’art.1 che equipara i siti informati(compreso i blog) ad una testata registrata e obbliga i gestori a rettificare entro 48 ore una notizia quando richiesto. Se per caso un blogger non ha la possibilità di collegarsi ad internet per 48 o più ore rischia di ritrovarsi una sanzione fino a 12.500 euro. Per colpa del DDL Intercettazioni potrebbe sparire anche Wikipedia.
Oggi i lettori dell’enciclopedia online hanno trovato una sgradita sorpresa. I gestori di Wikipedia hanno postato un comunicato nella pagina d’apertura del sito per spiegare che con il DDL Intercettazioni in Italia il servizio è a rischio. I gestori scrivono “Con questo comunicato vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per ‘non avere problemi’. Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?”.
I gestori del sito hanno postato il comma 29 dell’art.1 del DDL Intercettazioni e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo Articolo 27. Ecco cosa recita:
Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
Allegato: Comunicato Wikipedia
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