Maroni: E’ tutta colpa di Reguzzoni
Ieri(18 gennaio), c’è stato l’ennesimo raduno del popolo “leghista” al teatro Apollonio di Varese. La festicciola dei tipi con la cravatta verde è servita per sancire una nuova pace tra Roberto Maroni e Umberto Bossi.
L’ex ministro dell’Interno ha dichiarato “Forse qualcuno vuole cacciarmi dalla Lega? Forse dovrebbe essere cacciato lui dalla Lega. Io sono un po’ stufo di subire processi sommari quotidianamente. La presenza qui di Bossi è la dimostrazione che questa cosa brutta nei miei confronti non è venuta da lui, ma da qualcun altro. Umberto per me è più di un fratello maggiore”. La querelle finisce a tarallucci e vino. Alla fine Maroni abbraccia Bossi.
Maroni ha aggiunto “Hanno detto che voglio far un mio partito, hanno detto che sono in cerca di visibilità, hanno detto che sarei invidioso, ma come faccio a essere invidioso di uno di Busto Arsizio”. Questo è uno implicito riferimento al capogruppo alla Camera della Lega, Marco Reguzzoni. A quel punto i militanti sono scoppiati in un boato: “Fuori, fuori”. Il “leghista” ha parlato della missione della Lega. Maroni ha detto “Realizzare il progetto egemonico di essere il primo partito della Padania”.
Dopo ha “tentato” di parlare anche Bossi. Il senatur ha dichiarato “Io Roberto Maroni lo conosco da tantissimo. Molti dicono, fanno... ma non è facile, io non mi faccio convincere facilmente da nessuno. A volte sbaglio, ma so distinguere il giusto dall’ingiusto. Nella Lega c’è chi parla troppo, e chi parla troppo finisce per parlare male, dobbiamo lavorare per l’unità”. Bossi ha annunciato che “domenica si parlerà di congressi in un Consiglio federale che si terrà a Milano dopo la manifestazione contro il governo”. Il “leghista” ha aggiunto “Domenica, lanceremo un’idea forte, perché Berlusconi continua a parlare e poi sta lì”.
Alla sagra della baggianata ha partecipato anche Roberto Calderoli. Il “leghista” ha dichiarato “Ho trovato uno più razzista di me, il professor Monti: è un disgraziato, che ha messo nel mirino la Padania e ha deciso di farci fuori, perché lui è un razzista verso il Nord. Il premier alza le tasse, ma sa che in certi punti d’Italia le tasse non le pagano”.
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